Sindrome del cuore infranto: 5 aspetti da conoscere

19 novembre 2017
Anche se si tratta di una malattia più frequente nelle donne, anche gli uomini possono soffrire della sindrome del cuore infranto in seguito a una cardiopatia e se sottoposti a notevole stress

Per quanto il termine “cuore infranto ” possa sembrarci poetico e simbolico, bisogna dire che la sindrome del cuore infranto è una vera cardiopatia che dovremmo conoscere in profondità.

Risulta curioso che questa miocardiopatia da stress sia stata descritta per la prima volta relativamente da poco.

È stato solo negli anni ’90, infatti, quando un medico giapponese ha pubblicato il primo articolo scientifico sull’argomento, nel quale descriveva una serie di caratteristiche cliniche che il resto della comunità scientifica ignorava.

Una leggera contrazione del ventricolo sinistro che conferisce al cuore la forma di un cono, sensazione di soffocamento nel paziente e smisurato aumento dell’adrenalina. Sono le tre caratteristiche di base che definiscono la miocardiopatia di Takotsubo.

Da allora questa condizione medica è divenuta piuttosto popolare, e con essa aspetti che presentano senz’altro sfumature che devono essere chiarite. Tra essi che si tratta di una cardiopatia curabile in pochi giorni senza lasciare sequele e che colpisce quasi sempre il genere femminile.

Sono molti altri i dati che bisogna conoscere sulla sindrome del cuore infranto e non possiamo dimenticare un aspetto essenziale: tutti noi possiamo soffrire di questa cardiopatia. È vitale, dunque, conoscerne gli effetti scatenati e come prevenirla.

 Sindrome del cuore infranto

1. Può essere più grave negli uomini

Si è diffusa così tanto l’idea che la sindrome del cuore infranto sia molto comune tra le donne che parte della popolazione la ritiene esclusiva di questo genere e la forma di cardiopatia più comune.

Chiariamo le idee:

  • La sindrome del cuore infranto interessa soprattutto le donne entrate già in menopausa.
  • La miocardiopatia di Takotsubo può colpire anche gli uomini. La proporzione è minore, è vero, ma disponiamo di dati che non possiamo ignorare.

Gli uomini presentano maggiori casi di cardiopatia nella propria storia clinica rispetto alle donne. La comparsa di questa miocardiopatia da stress, dunque, può essere grave e persino mortale se l’uomo ha già sofferto di problemi cardiaci.

Allo stesso modo, bisogna ricordare che anche se la sindrome del cuore infranto è più ricorrente nel genere femminile, ciò non significa che sia una malattia comune né che i medici ne abbiano giornalmente a che fare nei centri medici o nelle sale del pronto soccorso.

Ci troviamo dinanzi ad un’anomalia cardiaca temporanea che, in realtà, non è così frequente come gli infarti.

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2. Non è uno scompenso cardiaco: è un disturbo temporaneo

Problema cardiaco

L’aspetto più complesso della miocardiopatia di Takotsubo è che la persona crede davvero di avere un infarto, che sta per morire.

La sintomatologia è la stessa, ma quando i medici realizzano i necessari esami clinici, scoprono subito che non si tratta di uno scompenso cardiaco:

  • Non vi è nessun coagulo di sangue che blocca l’arteria;
  • È visibile una caratteristica molto peculiare: il ventricolo sinistro ha una forma conica;
  • Questa alterazione si deve all’impatto dell’adrenalina che deforma, temporaneamente, il muscolo cardiaco, ma mai le arterie coronarie.

In generale, questa alterazione viene trattata in poco tempo senza lasciare sequele. Tuttavia, la situazione è più delicata qualora si abbia sofferto di problemi cardiaci previ o questa miocardiopatia si presenti con frequenza.

3. All’improvviso le nostre emozioni attaccano il cuore

Una delusione, una perdita, un forte impatto emotivo, una brutta notizia…La nostra mente non è pronta alle avversità e quando si presentano, il cervello reagisce nel peggior modo possibile: rilasciando una combinazione tossica di ormoni che colpiscono direttamente il cuore.

I livelli di dopamina, adrenalina e noradrenalina aumentano in modo incredibile. Si tratta di catecolamine che fluiscono nel sangue nuocendo al muscolo cardiaco. In effetti, è come se si ricevesse un urto interno al quale segue un dolore paralizzante nel petto, sensazione di soffocamento e capogiri.

La persona crede di morire, perché le emozioni all’improvviso agiscono come sue nemiche non sapendo gestire in modo adeguato determinati momenti della sua vita.

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4. Posso morire di sindrome del cuore infranto?

Un’idea diffusasi su questa sindrome è che è possibile morire di “cuore infranto”. Tuttavia, bisogna chiarire alcuni aspetti:

  • Se non controlliamo le situazioni che ci causano stress, quella che inizia come una semplice miocardiopatia occasionale può trasformarsi in una grave cardiopatia o persino un infarto;
  • Se soffriamo in più di un’occasione della sindrome del cuore infranto, il muscolo cardiaco può debilitarsi;
  • La miocardiopatia di Takotsubo può essere grave nei pazienti anziani o nelle persone che soffrono di altri disturbi associati.

Inoltre, dovremmo intendere tale condizione medica come un “avviso”, come un invito diretto a prenderci più cura di noi da un punto di vista fisico e psichico.

5. Nessuno è pronto ad affrontare le avversità o le brutte notizie, ma possiamo allenarci

Donna che medita davanti al mare

Lo sappiamo, nessuno può prevedere cosa succederà domani o come possiamo reagire a una brutta notizia.

L’ideale è prendersi cura del proprio corpo e allenare la mente alla forza, alla calma interiore, alla resilienza e all’autocontrollo.

Alcune linee guide da seguire sarebbero:

  • Adottare sane abitudini di vita. Evitare di fumare, mangiare sano e fare sport. Tutto ciò permette di rendere più forte il cuore.
  • Allenare le proprie emozioni. A tale scopo, è possibile ricorrere a tecniche di rilassamento, di meditazione, di attenzione piena, etc.
  • Trovare attività che aiutino a esprimere le proprie emozioni, che facciano sentire bene, che producano benessere: ballare, dipingere, scrivere, parlare con gli amici, seguire un corso, etc.

Per concludere, nonostante la sindrome del cuore infranto non sia una condizione medica grave o mortale, dobbiamo vederla come la dimostrazione che le nostre emozioni possono mettere a rischio la nostra salute se portate all’estremo.

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