Soluzione fisiologica: a cosa serve?

24 Febbraio 2020
La soluzione fisiologica è una sostanza semplice, ma molto efficace. Viene impiegata in medicina per molteplici usi, e salva persino vite quando la disidratazione è un fattore di rischio. Scopritene di più in questo articolo.

La soluzione fisiologica è anche conosciuta come soluzione salina o siero salino. Si tratta di un preparato semplice che può essere persino realizzato in casa, così da averlo sempre a portata di mano. La sua utilità, seppur messa in dubbio, è stata testata.

Parliamo di un preparato a base di acqua e sale. Ecco perché è un composto semplice che è possibile elaborare in casa. La concentrazione di questa soluzione è dello 0,9%, il che significa che possiede lo stesso gradiente di concentrazione del sangue umano.

A parità di concentrazioni, potremmo dire che si tratta di un preparato isotonico. Questo significa che né il sangue né la soluzione fisiologica possiedono una maggiore concentrazione. Sulla base di questa caratteristica, la soluzione fisiologica può essere somministrata nel corpo umano in totale sicurezza.

È stata inventata nel 1896 per mano dello scienziato olandese Hartog Jacob Hamburger, che la preparò in casa per utilizzarla in uno studio di ricerca sull’emolisi. Il suo inventore non aveva intenzione di applicarla a scopo medicinale, sebbene nel tempo venne impiegata sempre più spesso in ambito sanitario.

Usi della soluzione fisiologica

Le soluzioni fisiologiche hanno diverse applicazioni. Ad esempio, per uso topico, ma anche per uso interno, per via venosa. Vediamo gli impieghi più comuni:

  • Lavaggio per occhi e lenti a contatto: per questo impiego si consiglia di mantenere la soluzione sterile, in modo che né l’occhio né le lenti soffrano di contaminazione batterica. Solitamente è possibile acquistare la soluzione salina per occhi in piccoli flaconi reperibili in farmacia.
  • Per pulire le ferite: uno dei liquidi più utilizzati per disinfettare le ferite è proprio la soluzione fisiologica. Insieme ad altri preparati antisettici, aiuta a prevenire le infezioni.
  • Per inalazione: in caso di naso chiuso o di catarro in eccesso nelle vie respiratorie superiori, può essere somministrata tramite siringa o inalatore. L’acqua salina blocca le secrezioni sfruttando la gravità. Inoltre, è indicata nei pazienti che soffrono di rinite e di congestione nasale a causa dell’allergia. Trascinerà via il muco e gli allergeni. Infine, i medici la consigliano in seguito a un intervento chirurgico, come parte dell’antisepsi post-operatoria.
  • Idratazione: quando il corpo umano è disidratato o ipoteso a causa della perdita di liquidi, la soluzione fisiologica è un valido sostituto iniziale dei liquidi persi. In linea di massima, in questi casi viene somministrata endovena a un’elevata velocità di reintegro.
  • Nebulizzatore: il preparato viene caricato all’interno di appositi nebulizzatori per farlo entrare nelle vie respiratorie. Indicato in caso di influenza, sinusite e bronchite.
Disinfettare le ferite

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Formati disponibili

La soluzione fisiologica è reperibile in diversi formati:

  • Flaconcini: sono piccoli e sterili se ancora chiusi. Sono trasportabili ovunque e facilmente. Una volta aperti, non sono più sterili, ma contengono una scarsa quantità di prodotto, dunque è difficile che possano essere utilizzati più di una volta.
  • Gocce: viene commercializzata in questa presentazione per uso oculare e per applicazione spray.
  • Spray: nata probabilmente per favorire il lavaggio nasale, questa versione in commercio è reperibile in farmacia. Presenta il vantaggio di essere facilmente trasportabile.
  • Flaconi: si tratta di formati più grandi, impiegati per diversi usi che richiedono una maggiore somministrazione di liquido. Ad esempio, per la detersione di una ferita o in caso di ustione.
  • Flaconi per iniezione endovena: con diversi millilitri di soluzione, questi recipienti vengono utilizzati in ospedale. Al flacone viene aggiunta un’estensione, ovvero un tubo dotato di una siringa in una delle sue estremità; tale siringa viene inserita in una vena del paziente. In tal modo avviene l’idratazione del paziente ricoverato e si facilita la somministrazione di medicinali attraverso la soluzione salina.
Soluzione fisiologica
La soluzione fisiologica è reperibile in diversi formati. La scelta di un formato piuttosto che di un altro dipende in gran parte dall’utilizzo che se ne farà.

Per saperne di più: Lavaggio nasale con 3 metodi

Preparazione casalinga della soluzione fisiologica

Come già detto in questo articolo, la soluzione fisiologica può essere prodotta in casa. Può essere utile elaborarla per specifici usi, come la pulizia di una cicatrice già disinfettata in precedenza e in fase di guarigione. Ricordiamo che tale preparazione non sarà sterile.

Per elaborarla, bisogna aggiungere un cucchiaino di sale da cucina in 250 centimetri cubi di acqua. Va seguita la stessa proporzione per preparare quantità maggiori. Dopodiché, il preparato può essere conservato in contenitori sterili. È possibile usarlo entro le successive 48 ore; trascorso questo lasso di tempo bisogna buttarlo.

Può essere conservata a temperatura ambiente oppure in un congelatore. Non sono state riportate differenze nella durata di vita utile con l’uno o con l’altro metodo. Bisogna però tenere conto che la temperatura ambiente a cui si fa riferimento è mite, non è né tropicale né estremamente calda.

Ora che conoscete gli impieghi della soluzione fisiologica, potrete usarla senza paura se necessario. Si tratta di una soluzione molto utile e dalla composizione semplice che in casi estremi può persino salvare la vita.

  • Silva, L. Dopico, and F. Oliveira Tinoco. “Recomendaciones para el empleo de solución salina 0, 9% en catéteres venosos periféricos.” Enfermería Global 6.2 (2007).
  • Trujillo-Zea, Jorge Alejandro, Natalia Aristizábal-Henao, and Nelson Fonseca-Ruiz. “Lactato de Ringer versus solución salina normal para trasplante renal. Revisión sistemática y metaanálisis.” Revista Colombiana de Anestesiología 43.3 (2015): 194-203.
  • Rojas, César A. “La solución salina fisiológica y su alta concentración de cloruro.” Ciencia e Investigación 22.1 (2019): 27-30.