Tempi di decomposizione degli oggetti più comuni

Sapete che un barattolo di vetro potrebbe impiegare fino a 4000 anni per decomporsi? In questo articolo parliamo dei tempi di decomposizione degli oggetti che utilizziamo ogni giorno.
Tempi di decomposizione degli oggetti più comuni

Ultimo aggiornamento: 01 agosto, 2021

Solo quando conosceremo i tempi di decomposizione degli oggetti di uso comune, saremo consapevoli dei danni ambientali causati dalla spazzatura che produciamo. Forse eviteremmo di usarli o almeno ne ridurremmo il consumo.

L’importanza del riciclaggio va oltre il riutilizzo alternativo degli oggetti. Si tratta di contribuire alla salute del pianeta e liberare foreste, giungle, mari e savane dall’effetto dannoso dei rifiuti.

Tempi di decomposizione degli oggetti di uso comune

Carta e cartone

La carta è realizzata in cellulosa, polimero composto da migliaia di molecole di glucosio che appartiene al mondo dei carboidrati. Si trova all’interno dei componenti principali e in base alle diverse fasi di lavorazione otterrà l’aspetto finale.

Oltre ad avere una lunga storia, la carta è presente ovunque: casa, lavoro, scuola, ufficio. Quando si compila un modulo, si acquista un libro o si scrive una nota a mano, la carta è essenziale.

Ogni volta che smaltiamo un foglio di carta, ci vorranno dai 5 ai 12 mesi prima che si decomponga. Non sembra molto, ma deve trovarsi nelle condizioni ideali per una sua corretta biodegradazione. In altre parole, deve ricevere luce, acqua e ossigeno affinché il processo avvenga naturalmente.

Oggetti in alluminio

Riciclo di alluminio.
L’alluminio è un materiale presente nella vita quotidiana, tanto nelle costruzioni come negli oggetti piccoli.

L’alluminio fa parte del gruppo dei metalli leggeri ed è ampiamente utilizzato per sostituire l’acciaio negli oggetti che richiedono un carico più leggero. Viene anche utilizzato nell’edilizia, nell’industria automobilistica e aeronautica e nella produzione di imballaggi.

Le lattine in alluminio possono essere riciclate con un tasso di recupero molto alto che può arrivare fino al 95%. Quasi tutti gli imballaggi vengono recuperati per il riciclaggio e il riutilizzo. Se la lattina finisce nella spazzatura e non viene riciclata, ci vorranno circa 10 anni per decomporsi.

Tuttavia, è comune usare il tetrabrik, fatto in cellulosa, polietilene e alluminio. In questo caso, i tempi di decomposizione si allungano: ci vorranno 30 anni prima che si degradi del tutto.

Oggetti in plastica

La plastica è un materiale sintetico a base di derivati ​​del petrolio. I vantaggi per la fabbricazione di qualsiasi tipo di oggetto sono tale che il suo uso è diventato eccessivo trasformandosi in una minaccia per tutti gli ecosistemi.

Gli oggetti in plastica si trovano  nel gruppo che impiega più tempo a decomporsi. Parliamo di secoli. La loro decomposizione può richiedere fino a 500 anni. Tuttavia, non finiscono per disintegrarsi, ma si trasformano in microplastiche che rimangono nel mare, nelle spiagge e nei terreni di tutto il mondo.

L’80% dell’inquinamento dei mari e degli oceani proviene dalla terra.

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Tempi di decomposizione delle batterie

Le batterie sono costituite da varie sostanze, tra le quali possiamo citare alcune molto dannose per la salute e l’ambiente: biossido di magnesio, mercurio, nichel e cadmio. In piccole quantità, potrebbero essere innocue, ma se parliamo di migliaia di tonnellate, il quadro cambia radicalmente.

Esistono diversi tipi di batterie: carbonio-zinco, alcaline, litio. Sebbene ognuno abbia usi diversi, tutti inquinano il suolo e l’acqua in misura maggiore o minore.

Quando inizia la decomposizione, i vari strati rilasciano metalli come il mercurio, fortemente inquinante. Una sola batteria inquina 3000 litri di acqua, mentre una batteria al mercurio inquina 600000 litri.

Vetro

Il vetro è un materiale ceramico amorfo costituito da sabbia silicea e ossidi metallici secchi che vengono polverizzati e introdotti in un reattore che può raggiungere più di 1000 º C. Si forma un liquido di consistenza densa che gli consente di ottenere una data forma quando raggiunge la consistenza solida.

Bottiglie, barattoli, finestre, parabrezza, lampadine… Tutti questi elementi in vetro fanno parte della vita e passano addirittura inosservati. Occorrono 4000 anni affinché il vetro si decomponga ed è 100% riciclabile.

Ciò significa che con poche azioni quotidiane, come il riciclaggio degli imballaggi, possiamo dare al pianeta migliaia di anni di salute.

Tempi di decomposizione di altri oggetti

Microplastiche.
Le microplastiche si accumulano nell’ambiente e rappresentano un problema crescente.

Per scoprire i tempi di decomposizione degli oggetti più comuni, gli scienziati si affidano a diversi test. Misurano il tasso di produzione di anidride carbonica o il consumo di ossigeno degli organismi.

Per esempio, mettono i rifiuti organici in un contenitore con terra e microrganismi, come la buccia di una mela e un sacchetto di plastica, e fanno circolare l’aria. Nel corso dei giorni questi microrganismi digeriscono i materiali e producono anidride carbonica, la cui quantità funge da indicatore di degrado.

Nel caso del sacchetto di plastica non c’è consumo di anidride carbonica da parte degli organismi perché non lo vedono come cibo. Ciò significa che questo materiale non si biodegrada, ma è fotodegradabile e risponde alle radiazioni ultraviolette del sole.

Sulla base di questo tipo di disintegrazione, gli scienziati stimano che possono volerci secoli prima che un sacchetto di plastica si trasformi in particelle microscopiche. Oltre agli oggetti di cui abbiamo già parlato, vogliamo condividiamo i tempi di decomposizione di altri elementi di uso quotidiano.

Verdure 5 giorni – 1 mese
Capi in cotone 2 – 5 mesi
Capi in lana 1 – 5 anni
Scarpe in cuoio 25 – 40 anni
Tessuti in nylon 30 – 40 anni
Mozziconi di sigaretta 1 – 12 anni
Pannolini 500 – 800 anni
Accendini Più di 100 anni
batterie dei cellulari 450 – 1000 anni
Carte di credito 1000 anni

Bandiera rossa per la decomposizione degli oggetti

Il degrado ambientale inizia quando i rifiuti vengono sotterrati. Tutto quello che buttiamo via inizierà il suo processo di decomposizione e rilascerà tossine dannose per l’ambiente e per noi.

Indipendentemente dagli anni, secoli e millenni che possono essere necessari affinché i materiali si disintegrino, l’importante è essere consapevoli che la salute della Terra è nelle nostre mani. Vi invitiamo a mettere in pratica il concetto delle tre R: ridurre, riutilizzare e riciclare.

Con pochissimo sforzo possiamo preservare il pianeta, ora che sappiamo quanto tempo impiegano gli oggetti più comuni a decomporsi in natura.

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