Con il tempo, capiamo che esistono battaglie che non vale la pena combattere

28 dicembre 2016
Non rimetteteci la pelle per le battaglie che non vale la pena combattere. Bisogna affrontare solo quelle che possono renderci felici, non quelle che ci vengono imposte dagli altri

Con il tempo, capiamo che esistono battaglie che non vale la pena combattere. Diamo per perse molte conversazioni, sogni di gioventù e persino alcune persone.

Ben lontani dall’accettare questi fatti come vere e proprie perdite, dobbiamo vederli per ciò che sono: sogni in cui, una volta, avevamo investito tutte le nostre speranze per poi renderci conto che, effettivamente, non valevano poi tanto le nostre preoccupazioni o i nostri desideri.

Crescere, maturare e avanzare nel tempo è come posizionare i pezzi di un puzzle più o meno perfetto. Per un po’, ci siamo ostinati ad incastrare un pezzo impossibile nel luogo sbagliato.

Solo il tempo e il nostro punto di vista più saggio sono riusciti, alla fine, a mostrarci la verità: esistono cose e persone che, come pezzi di un puzzle, si incastrano in un disegno che non è il nostro.

Oggi, vi invitiamo a riflettere su questo argomento.

Le battaglie ci insegnano che, a volte, perdere è necessario

In gioventù, sono molte le cose che giungono nella nostra vita senza quasi poterle scegliere. È come lasciarsi trasportare dalla corrente di un fiume in piena, agitato e pieno di vita.

Ci innamoriamo della prima persona che arriva e che illumina le nostre giornate. Diventiamo amici di certe persone solo perché abitano vicino a noi, perché sono compagni di classe, amici di amici… Accettiamo tutto ciò come chi viene costretto a mangiare un piatto che in realtà non gli piace e che non riesce a digerire.

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Durante questa prima fase della vita, accettiamo tutto questo perché abbiamo un solo scopo: integrarci. Fare parte del puzzle.

È proprio questo il desiderio di ogni adolescente e di ogni giovane che fa i primi passi nella vita, dando valore a se stesso in base a ciò che dicono e fanno gli altri.

Nonostante ciò, man mano che avanziamo nella vita, le cose cambiano. Arriva un giorno in cui diventiamo selettivi, molto selettivi. Sappiamo perfettamente che cosa vogliamo e quali sono le persone che non vorremmo avere nella nostra vita.

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Meno gente, ma persone migliori

Alla fine, in effetti, quel giorno arriva. Guardiamo indietro e facciamo una lunga lettura emotiva. Diamo uno sguardo al nostro cuore per capire alcune cose importanti.

  • Finalmente capiamo che vi sono aspetti ai quali, una volta, davamo importanza, ma che adesso non ci preoccupano per niente.
  • Se prima davamo valore al successo sociale e all’avere tanti amici, ora apprezziamo di più la calma dei gruppi più piccoli.
  • Se prima ci riempivamo la testa con progetti grandiosi, ora tutti i nostri orizzonti si concentrano su un unico scopo.
  • È possibile anche aver combattuto molte battaglie che hanno lasciato gravi ferite. Ci aspettavamo di essere amati da una persona, di essere riconosciuti dalla nostra famiglia, di dimostrare agli altri tutto il nostro valore…
  • Eppure, adesso, quelle battaglie le diamo per perse. Perché il nostro cuore è ormai più saggio e in esso abita quella conoscenza che si rifiuta di continuare a dichiarare guerre che ci allontano da noi stessi.

L’unica persona alla quale dobbiamo dimostrare quanto valiamo, siamo noi stessi. Se non ci amiamo, sappiamo che l’ultima cosa da fare è elemosinare l’amore degli altri.

Maturare significa crescere dentro seguendo la strada che desideriamo percorrere

Alcune battaglie sono del tutto inutili. È come andare controcorrente, come cercare di far cambiare idea a certe persone o desiderare che siano come ci aspettavamo che fossero.

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  • Maturare significa crescere dentro e rendersi conto che ci sono strade che non bisogna seguire. Parliamo soprattutto di quelle che ci indicano gli altri e che non vanno d’accordo con chi siamo.
  • Crescere significa agire con coraggio e decidere che cosa vogliamo e cosa non vogliamo senza aver paura di ciò che gli altri potrebbero pensare.
  • Seguire la strada che desideriamo richiede anche tagliare certi legami, certi vincoli. Quelli che ci hanno regalato tante lacrime e tante battaglie che, ora, diamo per perse.

Nonostante ciò, le diamo per perse per poter vincere qualcosa di più importante: la dignità.

Questi personali passi in avanti non sono facili da realizzare. Infatti, sono molte le persone che continuano ad intraprendere battaglie impossibili con le quali finiscono per distruggere se stesse. Con le quali perdono la loro autostima.

Come smettere di combattere le battaglie che ci fanno solo male

Non è facile. Uscire da quei campi di battaglia personali nei quali molti di noi si trovano implica grandi sforzi.

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A volte pensiamo che sia coraggioso continuare a lottare per quella relazione impossibile, per quegli amici ai quali vogliamo bene, ma che ogni tanto ci tradiscono.

  • Ripetiamo a noi stessi che, come buoni figli, nipoti o cugini, dobbiamo sacrificare tutto per la nostra famiglia.
  • Nonostante ciò, molte di queste battaglie sono perse già da tempo, perché non fanno che farci del male e perché, anche se non vogliamo crederci, quelle persone non cambieranno mai.
  • Anche se fa male, a volte è meglio tagliare certi ponti personali e uscire dalle zone di guerra nelle quali la nostra autostima viene bombardata. Non dimenticate che, chi vi fa del male, semplicemente, non vi ama.
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Ricordatevi che non è coraggioso chi sacrifica tutto per niente. Coraggioso è chi è in grado di lottare per ciò che è davvero importante: la propria felicità e quella dei propri cari.

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