Ustioni da vapore e da acqua calda: trattamenti e consigli

Il contatto con il vapore e con l'acqua calda può causare ustioni di diverso grado. Quando è il caso di chiamare il medico? Cosa fare per prevenire eventuali complicazioni? Ne parliamo in questo articolo.
Ustioni da vapore e da acqua calda: trattamenti e consigli

Ultimo aggiornamento: 04 maggio, 2021

Le ustioni da vapore e da acqua calda sono tra gli incidenti domestici più frequenti. All’apparenza sembrano non intaccare i tessuti, ma in realtà possono provocare seri danni. È dunque importante conoscerne il trattamento.

Quando si parla di ustioni, vengono subito in mente quelle prodotte dal fuoco. Tuttavia, secondo quanto riportano i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), questo tipo riguarda tra il 33% e il 58% dei pazienti ospedalizzati negli Stati Uniti.

In linea di massima, esistono diversi gradi di ustioni in funzione della loro profondità. Possono andare dal primo al terzo grado, quello più grave che può compromettere i tessuti più profondi come muscoli e nervi.

Vediamo ora nel dettaglio cosa sono le ustioni da vapore e da acqua calda e quali azioni intraprendere al riguardo.

Quali sono le cause delle ustioni da vapore e da acqua calda?

La maggior parte dei casi di ustione avviene in ambiente domestico, durante lo svolgimento di attività quotidiane. Ad esempio, con l’esposizione all’acqua bollente.

Quando l’acqua raggiunge il punto di ebollizione, si trasforma in vapore. Durante tale processo, le particelle diventano più piccole, ma mantengono una temperatura intorno ai 100° C.

Sia l’acqua calda sia il vapore possono dunque causare ustioni piuttosto gravi. Secondo gli esperti, infatti, già solo l’acqua calda a 60° C può provocare in appena 3 secondi ustioni di terzo grado in un bambino.

Le ustioni si verificano più spesso durante la cottura dei cibi. In particolare, quando si maneggiano oggetti d’uso quotidiano come bollitori, vaporiere o pentole a pressione.

Quando l’acqua si trasforma in vapore, si espande nello spazio occupato; dunque tende a fuoriuscire con una certa pressione dal contenitore che la contiene. Di conseguenza, il danno causato ai tessuti è maggiore.

Secondo i CDC, le aree del corpo maggiormente colpite dalle scottature sono mani e braccia con un’incidenza del 42%, mentre gambe e piedi si trovano al secondo posto. In questo caso, la dinamica è maggiormente legata allo sversamento dei liquidi caldi.

Ustioni in ambiente domestico.
Le ustioni da vapore e acqua calda si verificano nella maggior parte dei casi in cucina durante la preparazione dei cibi.

Ustioni da vapore e da acqua calda: i sintomi

I sintomi causati da queste ustioni variano in funzione della loro profondità. In tutti i casi provocano dolore o bruciore nell’area interessata, legati al danno ai tessuti causato dal contatto con l’acqua o con il vapore.

Nell’ustione di primo grado, oltre al bruciore, si avrà solo un arrossamento della zona interessata ed eventualmente gonfiore. In questi caso, è lo strato superficiale della pelle a essere colpito, pertanto i danni saranno minori.

D’altro canto, quando l’acqua calda o il vapore causano un’ustione di secondo grado, compaiono piaghe o vescicole sull’area interessata. Ciò è dovuto alla penetrazione del calore negli strati più profondi della pelle, il che provoca una separazione degli stessi come risultato di un meccanismo di difesa dell’organismo.

Infine, le ustioni di terzo grado sono caratterizzate da vescicole e aree in cui il tessuto profondo risulta esposto. Potrebbero esser accompagnate da una limitazione funzionale dell’area, dovuta ai danni alle fibre nervose.

Primo soccorso in caso di ustioni da vapore e acqua calda

Vista la frequenza con la quale si verificano queste ustioni, è essenziale conoscere le misure di primo soccorso da attuare. L’intervento immediato consente di limitare i danni e prevenire eventuali complicazioni.

Allontanare la persona colpita dalla fonte di calore

La prima cosa da fare in caso di ustione è allontanare la persona dalla fonte di calore e metterla al sicuro. Ciò eviterà ulteriori danni ad altre aree del corpo.

Raffreddare la ferita e rimuovere gli indumenti a contatto con la lesione

Una volta che la persona è al sicuro, è bene raffreddare la ferita. A tale scopo, la parte interessata va immersa in acqua tiepida per 20 minuti. Ciò raffredderà il tessuto ed eviterà il propagarsi dell’ustione. Non applicate in nessun caso il ghiaccio, in quanto il freddo può causare danni ben maggiori.

Dopo aver raffreddato la ferita, rimuovete gli indumenti o eventuali accessori a contatto con l’area interessata. In questo caso, è meglio tagliare il capo per evitare danni. Se, però, i tessuti sono attaccati alla pelle, non andranno assolutamente rimossi.

Coprire l’area interessata

Dopo aver rimosso gli indumenti, si consiglia di coprire la zona con una garza sterile o un panno inumiditi. Se l’area dell’ustione non è troppo ampia, si può applicare una bendaggio per proteggere la parte, purché non comprima l’arto.

A questo punto, se il dolore è intenso, si può ricorrere ad analgesici come il paracetamolo o l’ibuprofene. Nel caso di ustioni estese, la temperatura corporea tende a diminuire. Per questa ragione, bisogna cercare di mantenerla entro valori normali.

Non scoppiare le vescicole né applicare sostanze sull’area ustionata

Le vescicole non vanno mai scoppiate. Questa procedura può essere eseguita esclusivamente da personale medico, qualora necessario. La rottura delle stesse, di fatto, espone a un alto rischio di infezione e altre complicazioni.

D’altro canto, è controproducente applicare sostanze quali dentifricio, caffè, burro, ecc., in quanto possono favorire l’insorgenza di infezioni batteriche. L’uso di pomate e unguenti va realizzato sotto stretto controllo medico.

Quando consultare il medico?

Nella gran parte dei casi, le ustioni da vapore o acqua calda sono di primo o secondo grado, pertanto generalmente non richiedono assistenza medica. In questi casi, l’applicazione delle misure presentate risulta sufficiente per una pronta guarigione.

Tuttavia, è bene interpellare subito il medico quando l’area interessata è molto estesa o se si tratta di un’ustione di terzo grado. Quest’ultima è un’ustione di tipo grave, soprattutto nei bambini, e può persino mettere a rischio la vita della persona. Altre situazioni nelle quali è necessario consultare il medico sono le seguenti:

  • Dolore, arrossamento o gonfiore che non accennano a diminuire.
  • Febbre superiore ai 38° C.
  • Presenza di liquido purulento nella ferita.
  • Scarsa cicatrizzazione della lesione.
  • Quando vengono coinvolti gli occhi o le vie respiratorie.

Alcuni studi mettono in luce che il 30% – 40% dei pazienti colpiti da ustione ha meno di 15 anni. In questi casi, è sempre meglio rivolgersi al pronto soccorso, in quanto i bambini sono meno resistenti a questo tipo di lesioni e possono andare incontro a maggiori danni rispetto a un adulto.

Bendaggio ustione.
Nella maggior parte dei casi, le ustioni da vapore e da acqua calda, guariscono senza intervento medico. Tuttavia, nei casi più gravi, è necessario rivolgersi subito al professionista.

Attenzione ai bambini

I bambini sono i soggetti più colpiti dalle ustioni da vapore e acqua calda. Ciò può essere legato alla loro natura curiosa.

In tal senso, è di vitale importanza tenerli lontani da ambienti come la cucina, soprattutto durante la cottura dei cibi. Questo semplice accorgimento può prevenire un gran numero di incidenti.

Si consiglia anche di fare attenzione che la temperatura dell’acqua del bagnetto non superi i 50° C. La pelle dei bambini è molto più sensibile della nostra, pertanto sono soggetti a gravi lesioni, anche in caso di brevi esposizioni.

Potrebbe interessarti ...
Ustioni nei bambini, cosa fare?
Vivere più saniLeggi in Vivere più sani
Ustioni nei bambini, cosa fare?

Nelle prossime righe condividiamo con voi, alcune raccomandazioni di base per il trattamento delle ustioni nei bambini. Prendete nota!



  • Schroeder T, Irish C, Annest J, Haileysus T, et al. Nonfatal Scald-Related Burns Among Adults Aged ≥65 Years — United States, 2001–2006. Morbidity and Mortality Weekly Report. 2009;58(36):993-996.
  • Echeverría Miranda M, Salas Salas E. Manejo de quemaduras en población pediátrica. Revista Médica Sinergia. 2020;5(11):e602.
  • Viñas Díaz J, Rodríguez J, González Rodríguez M. Epidemiología de las lesiones por quemaduras. Revista de Ciencias Médicas. 2009;13(4):40-48.
  • Belmonte Torras J, Marín de la Cruz D, Gornés Benajam M, Gubern Pi L, Guinot Madridejos A. Quemaduras por agua caliente sanitaria. Anales de Pediatría. 2004; 61(5):413-417.
  • Saavedra R, Solís F, Domic C. Quemaduras en niños provocadas por rotura de bolsa para agua caliente. Revista Chilena de Pediatría. 2017; 88(6): 730-735.
  • scaldaduras [Internet]. Asociación Española de Pediatría. 2016. Available from: https://www.aeped.es/rss/en-familia/escaldaduras