Uva turca: proprietà, usi e controindicazioni

Le foglie di uva turca vengono utilizzate nella medicina tradizionale per lenire i sintomi di reumatismi e artrite. Tuttavia, gli esperti avvertono che possono avere degli effetti collaterali. Volete saperne di più? Continuate a leggere!
Uva turca: proprietà, usi e controindicazioni

Ultimo aggiornamento: 25 agosto, 2021

L’uva turca (Phytolacca americana) è una pianta erbacea che cresce in varie zone del Nord America, del Sud America, dell’Europa e dell’Asia. Detta anche cremisina o amaranto, viene usata sia per scopi medicinali e in cucina.

Nonostante ciò, numerosi studi dimostrano che alcune parti della pianta contengono sostanze tossiche che possono essere rimosse solo sottoponendo a rigorosa cottura.

L’uva turca va dunque usata con cautela, consapevoli dei possibili effetti collaterali. Vi invitiamo a scoprirne di più nelle righe che seguono.

Proprietà dell’uva turca

Secondo le informazioni a disposizione, l’uva turca era alla base dei rimedi utilizzati dai nativi americani per favorire il vomito, depurare l’organismo e combattere i sintomi dei reumatismi. Ancora oggi alcune popolazioni indigene la usano per questi scopi.

Sembra che la sua popolarità risalga a un libro intitolato King’s American Dispensary, scritto alla fine del 1800, che esemplificò per primo il potenziale della pianta per il trattamento delle patologie cutanee e dei dolori articolari. Tuttavia, le evidenze scientifiche sono piuttosto limitate.

Sostanze dell’uva turca

Tè alla menta.
Gli infusi alle erbe fanno bene alla salute.

Fonti come Germplasm Resources Information Network (GRIN) e Chinese herbal medicine affermano che l’uva turca contiene un’ampia varietà di composti chimici dal potenziale farmacologico. Le sostanze più importanti sono:

  • Fitolaccosida A, B, C, D, E, F, G.
  • Fitolaccagenina.
  • Acido ialuronico, acido esculentino, acido fitolaccagenico e acido oleanolico.
  • Alcoli triterpenici: α-spinasterolo, α-spinasterolo-β-D glucoside, 6-palmityl-Δ7-stigmasterol-Δ-D glucoside, 6-palmityl-α-spinasteryl-6-D glucoside.
  • Astragalina.
  • Lectine.
  • Tannini.
  • Amido.
  • Proteina PAP-R.

Sembra quindi che goda di un’ampia varietà di proprietà salutari, ma non disponiamo di studi clinici definitivi che ne provino l’efficacia.

In ogni caso si dice che l’uva turca sia in grado di stimolare l’attività antireumatica, antitumorale, antinfiammatoria, analgesica ed emetica.

Possibili benefici e usi dell’uva turca

Nonostante i numerosi dati in merito alla tossicità dell’uva turca, alcune culture continuano a difenderne l’uso come coadiuvante contro malattie come tonsillite, laringite, acne, scabbia, alcuni tumori e AIDS. Ci sono prove in tal senso?

Per ora, la pianta ha mostrato alcuni benefici medicinali in studi di laboratorio e sugli animali. Tuttavia, mancano gli studi sui suoi effetti sull’uomo.

Si ritiene che la proteina antivirale dell’uva turca (PAP) sia responsabile di molte delle sue proprietà. Tuttavia, non ne abbiamo la certezza assoluta.

1. Salute orale

Gli estratti di Phytolacca americana sono stati studiati come possibili integratori per prevenire le malattie dentali. In particolare, uno studio di laboratorio pubblicato su Complementary Medicine and Therapies ha stabilito che la pianta possiede proprietà antibatteriche che proteggono la salute del cavo orale.

Nello specifico, inibisce importanti enzimi in batteri come Porphyromonas gingivalis e Streptococcus mutans, responsabili di malattie infiammatorie parodontali e carie. In ogni caso, sono necessarie ulteriori prove.

2. Tonsillite

Un’ampia varietà di rimedi omeopatici per lenire i sintomi della tonsillite contiene tracce di uva turca. Insieme ad altri ingredienti naturali, sembra lubrificare la mucosa della gola e calmare il dolore e l’infiammazione. Nonostante ciò, non ci sono studi clinici che lo dimostrino.

3. Malattie della pelle

Senza dubbio, una delle principali applicazioni dell’uva turca ha a che fare con le malattie della pelle. Nella medicina tradizionale viene utilizzata contro la psoriasi, l’eczema e la tubercolosi del collo.

Infatti, le sue proprietà antinfiammatorie sarebbero responsabili della riduzione del gonfiore e del dolore.

Tuttavia, paradossalmente, il contatto diretto con la radice, il fusto o le foglie della pianta può causare eruzioni cutanee e vesciche simili a quelle dell’edera. Pertanto, dovrebbe essere usata con cautela. Gli studi su questo argomento sono piuttosto scarsi e contraddittori.

4. Tumori e AIDS

Né l’uva turca né altri integratori a base di erbe possono curare condizioni croniche come il cancro o l’HIV/AIDS. Nonostante la credenza popolare e le conclusioni di alcuni studi clinici, non dovrebbe essere mai usata per trattare queste malattie.

In questo momento, le prove suggeriscono che gli estratti vegetali verranno usati in futuro per creare dei farmaci che possano facilitare il trattamento di queste patologie. Per esempio, uno studio pubblicato su Phytotherapy Research ha stabilito che gli estratti di Phytolacca americana possono agire contro le cellule del cancro del colon modificando l’espressione genica.

Nel frattempo, la rivista Toxins ha riportato che la PAP presente nell’uva turca ha il potenziale per diventare un’immunotossina. In altre parole, potrebbe stimolare l’attività delle cellule immunitarie per rispondere in presenza di tumori o cellule tumorali.

5. Altri usi non dimostrati

Donna con dolore alla mano.
L’uva turca può aiutare i pazienti affetti da artrite.

Gran parte delle applicazioni medicinali dell’uva turca derivano da dati aneddotici. In altre parole, non vi sono studi a sostegno della sua efficacia. A sua volta, non si sa come gestire in sicurezza i suoi estratti e gli integratori. Quando viene usata?

  • Artrite reumatoide.
  • Dolore osseo dovuto alla sifilide.
  • Disordini gastrointestinali.
  • Infezioni.
  • Mastite.
  • Fibromi.
  • Acne.
  • Tiroide ingrossata.

Rischi e controindicazioni

Tutte le parti dell’uva turca sono considerate tossiche. Le bacche sono le più velenose, soprattutto quando sono verdi. Nello specifico, contengono una sostanza chiamata “fitolacina” che irrita l’apparato digerente nell’uomo e negli animali. Il suo consumo può causare i seguenti effetti collaterali:

  • Crampi e dolori addominali.
  • Sensazione di bruciore alla bocca, alla gola e all’esofago.
  • Diarrea e vomito
  • Respirazione affannosa.
  • Vertigini e stordimento.
  • Mal di testa.
  • Disturbi del ritmo cardiaco.

Inoltre, in alcune persone, il contatto diretto della pelle con la Phytolacca americana provoca dermatite. Nei casi più gravi, l’avvelenamento con la pianta porta alle seguenti complicazioni:

  • Convulsioni.
  • Diarrea e vomito con sangue.
  • Paralisi respiratoria.
  • Morte (casi rari).

Molti negozi di alimenti naturali vendono integratori e prodotti per la salute a base di uva turca. Tuttavia, la Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti non ne ha approvato l’uso, né ne ha valutato la sicurezza.

La FDA avverte anche di possibili interazioni con farmaci come anticoagulanti, antipertensivi e diuretici. Infine, l’uva turca non è raccomandata per le donne in gravidanza, i bambini e le persone che soffrono di qualche malattia.

Presentazioni e dosi dell’uva turca

Attenzione! Non ci sono delle linee guida sull’uso sicuro dell’uva turca e dei suoi derivati. Come regola generale, dovrebbe essere evitato il contatto diretto e l’ingestione della pianta. Per questo motivo, troverete gli integratori sotto forma di tinture, estratti, capsule, olii e unguenti.

Tuttavia, è bene essere consapevoli del fatto che non sono regolamentati dalla FDA. I distributori spesso suggeriscono il dosaggio sulla confezione del prodotto. Fate attenzione a non superare i limiti consigliati.

Cosa ricordare su questa pianta?

La Phytolacca americana è stata utilizzata nella medicina tradizionale come integratore per calmare i sintomi di alcune malattie. Tuttavia, gli esperti avvertono sui rischi legati al sui uso a causa di alcune sostanze tossiche.

Non ci sono prove chiare in merito alla sua efficacia come rimedio medicinale. Pertanto, non dovrebbe mai sostituire il trattamento medico. In tutti i casi, le donne incinte, i bambini e le persone con gravi patologie dovrebbero evitarne l’uso.

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