5 ferite emotive dell’infanzia che persistono in età adulta

21 luglio 2015

Sfortunatamente, non è poi così insolito che la salute emotiva soffra anche in età adulta per i traumi subiti durante l’infanzia. Spesso non siamo consapevoli di cosa ci blocchi, di cosa ci faccia provare paura o avere le vertigini.

Nella maggior parte dei casi, l’origine di queste emozioni risale all’infanzia, a quelle ferite emotive provocate dalla nostra prima esperienza con il mondo che non siamo stati in grado di guarire.

Le ferite emotive sono esperienze dolorose dell’infanzia che influenzano la nostra personalità adulta, chi siamo e il modo in cui affrontiamo le avversità. 

Dobbiamo esserne consapevoli e, di conseguenza, evitare di nasconderle perché, più tempo aspettiamo per guarirle, più si faranno profonde. La paura di rivivere la sofferenza di questi traumi ci costringe ad indossare centinaia di maschere che non faranno altro che ostacolare i nostri movimenti nella vita. Ed è proprio questo quello che bisogna evitare.

Il tradimento, l’umiliazione, la mancanza di fiducia, la paura dell’abbandono, l’ingiustizia sono alcune delle “ferite emotive” di cui parla Lisa Bourbeau nel libro “Le cinque ferite e come guarirle. Rifiuto, abbandono, ingiustizia, umiliazione, tradimento”. Vediamo ora come identificare queste 5 ferite emotive:

1. La paura dell’abbandono

La paura di restare soli è uno dei peggiori nemici per chi ha vissuto l’abbandono durante l’infanzia. Pensate a quanto deve essere doloroso per un bambino avere paura di sentirsi solo, isolato, indifeso di fronte ad un mondo sconosciuto.

Paura-abbandono

Di conseguenza, quando il bambino abbandonato diventa adulto, cercherà di prevenire un ulteriore abbandono e la sofferenza che questo comporta, quindi tenderà ad abbandonare tempestivamente il partner o i suoi progetti. Questa è solo ed esclusivamente una reazione alla paura di rivivere la sofferenza legata all’abbandono.

È molto comune che queste persone parlino o pensino in questo modo: “Ti lascio prima che sia tu a lasciare me”, “nessuno mi sostiene, non sono disposto a sopportarlo”, “se te ne vai, non tornare più”…

Queste persone dovranno lavorare sulla loro paura della solitudine, sul timore di essere abbandonati e sul rifiuto del contatto fisico (abbracci, baci, rapporti sessuali…). Questa ferita non è facile da curare, ma un buon modo per cicatrizzarla è quello di affrontare la paura di restare soli fino a sentire dentro di sé una voce positiva e piena di speranza.

2. La paura del rifiuto

Questa ferita ci impedisce di accettare i nostri sentimenti, i nostri pensieri e le nostre esperienze.

La sua comparsa durante l’infanzia è spesso legata al rifiuto da parte dei genitori, della famiglia o entrambi. Il dolore generato da questa ferita impedisce in chi ne soffre lo sviluppo adeguato dell’autostima e dell’amor proprio.

Genera pensieri di rifiuto, del tipo “non sono desiderato”, o di sottovalutazione di sé.

Il bambino rifiutato sente di non meritare affetto né comprensione e non fa altro che isolarsi per paura di sperimentare nuovamente quella sofferenza.

È probabile che, da adulto, il bambino rifiutato diventi sfuggente. Per questo motivo, bisogna lavorare sulle paure interiori che scatenano situazioni di panico. 

Se è il vostro caso, pensate a voi stessi, rischiate e prendete decisioni per voi stessi. Vi darà sempre meno fastidio il fatto che la gente si allontani e non la prenderete più sul personale se a volte qualcuno si dimenticherà di voi. Siete l’unica persona di cui avete bisogno per vivere e stare bene.

3. L’umiliazione

Questa ferita ha origine quando sentiamo che gli altri ci criticano o non approvano ciò che facciamo. Potremmo anche creare questo problema nei nostri figli se dicessimo loro che sono cattivi, pesanti o maleducati oppure se esponessimo i loro problemi davanti a tutti (sfortunatamente un atteggiamento molto comune nei genitori). Questo comportamento non fa altro che distruggere l’autostima infantile, di conseguenza il bambino avrà difficoltà a coltivare un sano amor proprio.

Paura

Il tipo di personalità che si genera con frequenza è una personalità dipendente. Potremmo aver assunto un atteggiamento da “tiranni” ed egoisti come meccanismo di difesa, ed arrivare anche ad umiliare gli altri come scudo per proteggere noi stessi.

Se anche voi avete vissuto esperienze del genere, allora dovrete lavorare sulla vostra indipendenza, sulla vostra libertà, dovrete capire le vostre necessità e le vostre paure, così come le vostre priorità.

4. Il tradimento e la mancanza di fiducia

Questa ferita si apre quando il bambino si sente tradito ed ingannato perché le persone, specialmente i genitori, non hanno mantenuto le promesse fatte. Questo fa sì che la sfiducia che deriva da questo problema possa trasformarsi in invidia e in altri sentimenti negativi, ad esempio il bambino ha la sensazione di non meritare le cose promesse o ciò che gli altri hanno.

Chi soffre di questi problemi durante l’infanzia sviluppa una personalità perfezionista e vuole avere tutto sotto controllo, non si lascia sfuggire nulla e non lascia niente al caso.

Rimprovero

Se avete avuto questi problemi durante la vostra infanzia, è probabile che avvertiate la necessità di esercitare un certo controllo sugli altri. Questo atteggiamento, solitamente, è giustificato da un carattere forte. Tuttavia, obbedisce anche ad un meccanismo di difesa, uno scudo di protezione dall’inganno.

Queste persone confermano i loro errori con il modo in cui agiscono, facendo in modo che i pregiudizi si avverino. Dovrebbero lavorare sulla pazienza, sulla tolleranza e sul saper vivere, così come dovrebbero imparare a stare sole e a delegare le responsabilità.

5. L’ingiustizia

Il sentimento di ingiustizia ha origine quando chi si occupa dei bambini dimostra di avere un atteggiamento freddo e autoritario. Le esigenze esagerate e che passano i limiti generano sentimenti di inefficienza e di inutilità, sia durante l’infanzia sia quando si raggiunge l’età adulta.

Albert Einstein ha ben riassunto l’idea in questa frase: “Tutti siamo geni. Ma se giudichi un pesce da come si arrampica su una montagna, penserà per tutta la vita di essere uno stupido”.

Di conseguenza, chi sperimenta questo dolore può diventare una persona rigida che non ammette mezze misure in nessun ambito della sua vita. Di solito si tratta di persone che tentano di diventare importanti e di acquisire un certo potere.

È probabile che sviluppino un fanatismo per l’ordine, per il perfezionismo o anche per la confusione. Il fatto è che sono persone con idee radicali e per questo hanno difficoltà a prendere decisioni con sicurezza.

Per far fronte a questi problemi, bisogna lavorare sulla mancanza di fiducia e sulla rigidità e chiusura mentale, cercando di diventare più flessibili e di fidarsi degli altri.

Ora che conoscete le cinque ferite dell’anima che potrebbero compromettere il vostro benessere, la vostra salute e la vostra capacità di crescere come persone, potete cominciare a guarirle.

Il primo passo, come per tutte le cose nella vita, è accettare il fatto che le ferite sono una parte di noi, darci il permesso di arrabbiarci e, soprattutto, concederci del tempo per superarle. 

Bibliografia di riferimento: Bourbeau, L. (2003), Le 5 Ferite e Come Guarirle – Rifiuto, Abbandono, Ingiustizia, Umiliazione e Tradimento, OB Stare.

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