Avversione all'allattamento al seno: perché succede e come affrontarlo?

L'avversione all'allattamento al seno è un problema più comune di quanto si creda. Alcune donne hanno difficoltà durante la poppata, ma questo non le rende cattive madri.
Avversione all'allattamento al seno: perché succede e come affrontarlo?

Scritto da Edith Sánchez

Ultimo aggiornamento: 09 agosto, 2022

L’avversione all’allattamento al seno è un fenomeno complesso di cui si parla poco. È caratterizzata da una serie di emozioni e sensazioni spiacevoli da parte della madre al momento dell’allattamento che la lasciano con un senso di colpa.

I benefici di nutrire un bambino con il latte materno sono ben noti. Ma quando la madre prova avversione, l’esperienza viene involontariamente rifiutata.

Le donne che la sperimentano non sono cattive madri, tutt’altro. Sono semplicemente persone che hanno difficoltà a vivere questa situazione in modo naturale e gratificante. Non è un capriccio; esistono cause reali e anche soluzioni.

L’allattamento al seno e la sua importanza

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS ) e i medici raccomandano l’allattamento al seno esclusivo per i primi 6 mesi di vita. In una tabella di marcia ideale, verranno via via inseriti nuovi alimenti, mantenendo l’allattamento al seno fino ai 2 anni di età.

Di per sé, ha un profondo significato emotivo, sia per la madre che per il bambino. Alla donna permette di identificarsi con il suo ruolo materno e di sviluppare un legame molto stretto con il bambino. Per il bambino rientra nell’esperienza di attaccamento, fondamentale all’inizio della vita.

In questo modo, nutrire il bambino con il latte materno non solo fornisce grandi benefici per la salute fisica, ma è anche un’importante esperienza psicologica. Tuttavia, alcune madri non la vivono in questo modo.

Che cos’è l’avversione all’allattamento?

L’avversione all’allattamento al seno è una condizione in cui la madre prova una serie di sentimenti negativi al momento di attaccare il bambino per la poppata. Ciò si verifica all’improvviso e senza una causa fisica o concreta che la spieghi.

Coinvolge madri di età e condizioni diverse; anche donne che hanno già avuto figli ma senza sperimentare alcun tipo di rifiuto.

Non esistono dati specifici sulla prevalenza di questo fenomeno, ma si ritiene che possa essere una situazione molto comune. Il fatto è che genera senso di colpa nelle madri, che quindi non ne parlano. Allo stesso tempo, molti operatori sanitari ne ignorano l’esistenza.

Potrebbe riguardare fino a un terzo delle donne sebbene gli studi siano al momento limitati. Nel 2017 è stata condotta un’indagine su 694 donne e il 70% presentava sintomi di questo problema.

Donna con avversione all'allattamento al seno.
Le donne vivono questa situazione con angoscia e senso di colpa; questi sentimenti influenzano altri momenti di cura del bambino.

Sintomi

È importante notare che all’inizio dell’allattamento è normale avvertire del disagio fisico. Questo può causare qualche difficoltà, ma senza pregiudicare la motivazione a nutrire il bambino.

Nell’avversione all’allattamento al seno la situazione è diversa. Non è una questione di malessere fisico, piuttosto intervengono una serie di emozioni negative. Potrebbe essere presente un rifiuto dell’atto di nutrire il bambino o una repulsione per il contatto fisico.

Le donne descrivono l’avversione all’allattamento al seno come una sensazione di rabbia che emerge quando attaccano il bambino per la poppata. O di irritazione e agitazione. Allo stesso modo, molte madri segnalano formicolio, prurito o dolore ai capezzoli.

Da una meta-analisi pubblicata nel 2021 sono emersi inoltre:

  • desiderio di staccare il bambino il prima possibile.
  • Pensieri violenti verso il bambino, in alcuni casi.

Si verifica principalmente con i bambini sotto l’anno di età. È più comune nelle donne che allattano al seno durante una gravidanza in corso.

A volte è costante e altre volte compare solo in alcune poppate, specie quelle notturne. È più comune in prossimità delle mestruazioni o dell’ovulazione.

C’è un conflitto interno tra desiderio di allattare e rifiuto di farlo.

Altri dati di interesse

Sebbene i sintomi abituali di avversione all’allattamento al seno siano quelli già descritti, esistono altre manifestazioni. Alcune madri riferiscono che l’allattamento al seno dà loro una sensazione erotica che rifiutano. Per altre predomina un sentimento di frustrazione e impotenza.

La cosa più difficile da affrontare, in ogni caso, è l’ambivalenza. Rifiuto, da un lato, e intenso senso di colpa dall’altro. Ci sono casi in cui queste emozioni sono presenti, ma in modo lieve. Altre volte sono molto pronunciate e addirittura si intensificano nel tempo.

Molte donne riconoscono che il fattore scatenante dell’avversione all’allattamento al seno è l’estrema stanchezza. Ecco perché è più comune che appaia o aumenti durante le poppate notturne. Allo stesso modo, è più facile che si sviluppi con i bambini molto esigenti.

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Cause

La scienza non ha individuato completamente le cause dell’avversione all’allattamento al seno. Al momento, è noto che ci sono alcuni trigger circostanziali, come i seguenti:

  • affaticamento: la stanchezza aumenta il rifiuto di allattare.
  • Allattamento tandem: si riferisce ai casi in cui la madre resta incinta durante l’allattamento. Fino al 60% delle donne in questa situazione sviluppa un’avversione all’allattamento al seno.
  • Sensibilità fisica: a volte c’è molta sensibilità nel capezzolo o nel seno, forse a causa di posizioni inadeguate durante l’allattamento.
  • Esperienze di abuso sessuale: l’allattamento al seno comporta un contatto molto intimo e stretto, che può essere rifiutato da alcune donne con una storia di abuso sessuale.
  • Pregressi traumi psicologici: è possibile che un’esperienza negativa con la propria madre venga proiettata sul bambino.
  • Mestruazioni e ovulazione: molte donne riferiscono di sentire il rifiuto solo durante questi momenti del mese. È possibile un coinvolgimento fisiologico.
Donna depressa a causa dell'avversione all'allattamento al seno.
Non esistono cause precise per questo problema. Si sospetta un’origine psicologica, ma non si possono escludere fattori fisiologici.

Come si può trattare l’avversione all’allattamento al seno?

La principale difficoltà nei casi di avversione all’allattamento al seno è che molte volte non viene identificata o se ne parla poco. Il primo passo per superare questa condizione è riconoscerne l’esistenza; inoltre capire che questo non significa essere cattive madri.

Il piano d’azione dovrebbe essere il seguente:

  1. eliminare il senso di colpa. È importante capire che il rifiuto non è intenzionale, quindi la madre non deve sentirsi colpevole.
  2. Comunicare. La verbalizzazione in questi casi è essenziale. Parlarne con un professionista della salute è sempre una buona scelta.
  3. Identificare la situazione. È importante osservare quando e come si manifestano i sintomi dell’avversione all’allattamento al seno.
  4. Distrarsi e rilassarsi. Può aiutare cercare qualche distrazione durante l’allattamento, ad esempio ascoltare musica o leggere un libro.
  5. Riposare di più. Se si rileva che l’avversione all’allattamento al seno è associata alla stanchezza, occorre trovare un modo per riposare di più e meglio.
  6. Controllare la postura. Se c’è dolore o disagio fisico, è fondamentale rivedere la posizione adottata per la poppata e discuterne con il pediatra.
  7. Svezzamento rispettoso. Se si stima che non ci sia modo di risolvere il problema, è meglio avviare uno svezzamento rispettoso dopo 6 mesi di allattamento.

A volte tutto si risolve quando viene trovata la causa del rifiuto e si interviene. In altre occasioni, non è possibile identificare il motivo.

In caso di avversione all’allattamento al seno, la scelta migliore è appoggiarsi ad uno psicoterapeuta e magari programmare lo svezzamento. Risolvere il conflitto è la situazione ideale per la madre e il bambino.

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