Dieta per ipertiroidismo: cosa mangiare?

10 Settembre 2020
La dieta è fondamentale per tenere sotto controllo i sintomi dell'ipertiroidismo. Una volta diagnosticata la malattia, è importante apportare alcuni cambiamenti alla propria alimentazione. Di cosa bisogna tenere conto?

A fronte di una diagnosi d’ipertiroidismo è necessario apportare alcuni cambiamenti alla propria dieta. La tiroide è un ghiandola lunga appena 5 centimetri, ma il suo malfunzionamento innesca un’ampia varietà di sintomi. La ragione è che questa piccola ghiandola a forma di farfalla secerne ormoni che esercitano un’azione diretta su buona parte delle funzioni fisiologiche.

Quando è soggetta ad alterazioni, risulta indispensabile correggere l’alimentazione per modularne l’attività e prevenire complicanze. Ma cos’è l’ipertiroidismo? Quali cibi mangiare e quali evitare? In cosa consiste la dieta per l’ipertiroidismo? In questo articolo vi diamo tutte le risposte.

Cos’è l’ipertiroidismo?

La tiroide è una piccola ghiandola che si trova nella parte anteriore del collo. La sua funzione è quella di secernere diversi ormoni, alcuni dei quali fondamentali per l’organismo. Il corretto funzionamento di questa ghiandola è dunque essenziale per la salute, in quanto tali ormoni influenzano quasi tutte le cellule del corpo. Nello specifico, tra le sue funzioni rientrano:

  • Regolazione del consumo energetico.
  • Sintesi proteica.
  • Attività enzimatica.
  • Regolazione della temperatura corporea.

L’ipertiroidismo è un disturbo nel quale la tiroide non secerne la giusta quantità di ormoni tiroidei. In questo caso, e per vari motivi, si verifica un’eccessiva secrezione di ormoni T3 e T4.

All’interno dello stesso disturbo sono ascrivibili diverse altre patologie quali la malattia di Graves-Basedow, il gozzo multinodulare o gli adenomi tossici della tiroide.

In caso di ipertiroidismo, le funzioni del corpo tendono a essere accelerate. Compaiono quindi una serie di sintomi, come quelli riportati qui di seguito:

  • Dimagrimento.
  • Nervosismo.
  • Disturbi del sonno.
  • Tremori.
  • Aumento della sudorazione.
  • Palpitazioni.

Quando si soffre di patologie tiroidee, come l’ipertiroidismo, è necessario rivolgersi al proprio medico o all’endocrinologo, affinché stabilisca il trattamento più adatto al caso.

Donna che palpa la tiroide.
Nell’ipertiroidismo, la ghiandola tiroidea secerne ormoni in eccesso, alterando svariate funzioni dell’organismo.

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Dieta nell’ipertiroidismo

Come evidenziano gli esperti della British Thyroid Foundation, non esiste un protocollo alimentare per le malattie della tiroide. Tuttavia, seguire una corretta alimentazione è essenziale, in quanto consente di tenere sotto controllo i sintomi e di migliorare la qualità di vita del paziente.

Diversi nutrienti influenzano l’attività di questa ghiandola, dunque l’ottimale secrezione degli ormoni. Tra questi, quelli principali sono lo iodio e il selenio, sebbene siano oggetto di studio anche altre sostanze contenute in alimenti come le crocifere e la soia.

È importante tenerne conto, in quanto contribuiscono a un maggiore benessere. Non bisogna dimenticare che l’ipertiroidismo è una malattia che dura tutta la vita. Secondo gli specialisti, sono due gli aspetti che vanno tenuti in considerazione:

  • Seguire un’alimentazione povera di alimenti che favoriscono la produzione degli ormoni tiroidei, come lo iodio.
  • Potenziare l’apporto di nutrienti dalle capacità antiossidanti, che permettono alle cellule sane di rigenerarsi. Come nel caso del selenio.

Come regolare la quantità di iodio assunta?

Nella dieta per l’ipertiroidismo, è necessario monitorare i livelli di iodio, in quanto esso partecipa alla produzione degli ormoni tiroidei. È necessario farne un consumo moderato, in quanto è estremamente difficile eliminarlo del tutto. Le principali fonti alimentari di iodio sono:

  • Sale iodato.
  • Alcuni pesci, crostacei o alghe.
  • Latticini.
  • Tuorlo d’uovo.
  • Alcuni cereali e semi.

Diversi alimenti della famiglia delle crocifere (come broccoli, cavolfiori o cavoletti di Bruxelles) contengono una sostanza che inibisce l’assorbimento dello iodio da parte della ghiandola tiroidea.

L’importanza del selenio nella dieta per l’ipertiroidismo

Il selenio è uno dei nutrienti maggiormente legati alla ghiandola tiroidea. Una pubblicazione scientifica stabilisce il ruolo specifico che tale oligoelemento svolge nel suo funzionamento. Il selenio si trova in diversi tessuti del corpo, in particolare nella tiroide, dove è presente sotto forma di seleno-proteine.

Queste proteine svolgono un’azione antiossidante estremamente importante; ragion per cui si può affermare che il selenio svolge un’attività protettiva nei confronti della tiroide, oltre a migliorare la salute in generale. Nello specifico, è oggetto di studio l’integrazione di selenio nella malattia di Graves.

È possibile ottenere questo nutriente  attraverso l’alimentazione. Si trova, di fatto, in alimenti quali il salmone, i cereali integrali o le uova. Le noci del Brasile, però, rappresentano la fonte principale.

Una porzione di due o tre noci del Brasile fornisce più del fabbisogno giornaliero raccomandato.

Le noci del Brasile contengono selenio.
Le noci del Brasile sono estremamente ricche di selenio; motivo per cui sono consigliate in caso di ipertiroidismo.

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Ipertiroidismo e vitamina D

Gli ormoni tiroidei hanno effetto su diverse cellule e funzioni dell’organismo. Queste includono le ossa, che possono indebolirsi se l’ipertiroidismo non viene adeguatamente trattato.

Secondo la British Tyroid Foundation, le analisi delle persone affette dalla malattia mostrano bassi livelli di vitamina D, sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per conoscerne la causa e le possibili conseguenze.

A ogni modo, è bene prestare particolare attenzione alle quantità di vitamina D presenti nel corpo e rafforzare le abitudini positive per la salute muscolo-scheletrica. È possibile riuscirci nei seguenti modi:

  • Svolgere esercizio fisico regolare ed eseguire attività che rafforzino i muscoli.
  • Esporsi al sole per dieci minuti al giorno durante le ore in cui non è troppo forte per evitare gli effetti negativi delle radiazioni solari.
  • Consumare cibi ricchi di vitamina D, calcio e fosforo per una migliore salute ossea. Troviamo questi nutrienti nei latticini, nel pesce azzurro, nelle mandorle, nei ceci, nelle verdure e nei semi.

Una buona dieta per l’ipertiroidismo è essenziale per il successo del trattamento

Sebbene il trattamento principale dell’iperattività della tiroide consista nella terapia farmacologica o nell’intervento chirurgico, non bisogna sottovalutare l’importanza di un’alimentazione specifica per l’ipertiroidismo.

Seguire una dieta equilibrata e sana, nonché ridurre il consumo di alimenti contenenti iodio e selenio, rappresentano un coadiuvante al trattamento farmacologico e garantiscono una migliore qualità di vita.

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