Fibromi uterini: tipologie, cause, rischi e sintomi

7 dicembre 2016
Anche se i fibromi uterini non sempre sono pericolosi, ad ogni modo conviene sempre sottoporsi ad un controllo ginecologico per verificare che non ci siano cambiamenti nelle dimensioni, altrimenti è necessario intervenire.

I fibromi uterini sono escrescenze anomale che si sviluppano all’interno dell’utero o sulla sua superficie.

In alcune occasioni, queste escrescenze diventano molto grandi, causando un intenso dolore addominale e un flusso mestruale piuttosto abbondante. Esistono anche casi in cui non si manifesta alcun sintomo.

In generale, queste escrescenze sono benigne ed accomunano circa il 70-80% delle donne sulla cinquantina. Per questo motivo, è importante informarsi il più possibile su questa condizione clinica.

Quali tipologie di fibromi uterini esistono?

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Fibroma sottosieroso

Questo tipo di fibroma si sviluppa sulla parte esterna dell’utero, ovvero nella membrana sierosa. Può crescere tanto da far sembrare il ventre più gonfio da un lato.

Miomi penduli

Quando i fibromi sottosierosi sviluppano una sorta di gambo (una base più sottile che sorregge il tumore), diventano miomi penduli o peduncolati.

Miomi sottomucosi

Questi fibromi si sviluppano in corrispondenza del rivestimento interno dell’utero (miometrio).

Anche se questi fibromi uterini non sono comuni come gli altri, quando si presentano, possono causare perdite abbondanti durante le mestruazioni e problemi di fertilità.

Qual è la causa dei fibromi uterini?

In realtà non si ha ben chiaro il motivo per cui si sviluppano i fibromi, ma diversi fattori ne influenzano la formazione:

  • Ormoni: le ovaie producono ormoni, come gli estrogeni o il progesterone. Questi hanno un ruolo importante per quanto riguarda la rigenerazione del rivestimento dell’utero ad ogni ciclo mestruale e possono favorire la crescita dei fibromi.
  • Precedenti familiari: i fibromi uterini possono dipendere da una questione ereditaria. Se vostra madre, nonna o anche vostra sorella ha sofferto questa particolare condizione, è possibile che anche voi la sviluppiate.
  • Gravidanza: quando si è incinta, la produzione di estrogeni e progesterone aumenta. Per questo motivo, è possibile sviluppare rapidamente i fibromi uterini.

Chi corre il rischio di sviluppare fibromi uterini?

Oltre alla gravidanza e ai precedenti familiari, le donne che rientrano nelle seguenti categorie hanno più probabilità di sviluppare fibromi uterini:

  • Avere più di 30 anni.
  • Avere origini afroamericane.
  • Avere problemi di sovrappeso.

Quali sintomi potrebbero rivelare la presenza di un fibroma uterino?

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I sintomi che potrebbero rivelare la presenza di un fibroma dipendono dall’ubicazione, dalle dimensioni e dal numero di fibromi.

Se il fibroma è molto piccolo o se si sta entrando nella fase della menopausa, è possibile che non si presenti alcun sintomo.

I fibromi possono formarsi durante e dopo la menopausa. Questi sono alcuni sintomi tra i più comuni causati dai fibromi:

  • Perdite abbondanti tra un ciclo e l’altro o durante il ciclo mestruale.
  • Dolore pelvico o mal di schiena.
  • Aumento delle coliche mestruali.
  • Minzione frequente.
  • Dolore durante i rapporti sessuali.
  • Mestruazioni che durano più a lungo.
  • Pressione, gonfiore o infiammazione nella parte inferiore dell’addome.

Come vengono diagnosticati i fibromi uterini?

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Se avete il sospetto di avere un fibroma uterino, consultate il vostro ginecologo e sottoponetevi ad un esame pelvico. Serve a verificare le condizioni, le dimensioni e la forma dell’utero.

In base all’esito della visita, è possibile che dobbiate sottoporvi alle seguenti analisi:

  • Ultrasuoni: questo tipo di esame utilizza onde sonore ad alta frequenza per ottenere immagini dell’utero  riprodotte su uno schermo. Questo esame consente al ginecologo di vedere la struttura interna dell’utero e di individuare eventuali fibromi presenti.

Un altro tipo di esame ad ultrasuoni, è l’ecografia transvaginale. Il trasduttore di ultrasuoni viene inserito nella vagina per avere immagini più chiare dell’utero grazie alla vicinanza dello strumento all’utero durante il processo.

  • Risonanza magnetica pelvica: questo esame restituisce un’immagine dell’utero, delle ovaie e di altri organi pelvici.

Come si possono trattare i fibromi?

È importante che sia il vostro medico a indicarvi un programma di trattamento personalizzato in base alla vostra età, alle dimensioni del fibroma e alla vostra salute in generale. Eventualmente è possibile anche una combinazione di più trattamenti.

Farmaci

farmaci

Forse dovrete assumere farmaci che vi aiutino a regolare i livelli di ormoni, nello specifico gli estrogeni e il progesterone.

A lungo andare, i farmaci riducono il flusso abbondante e anche le dimensioni e la presenza di fibromi.

D’altra parte, ci sono anche opzioni valide contro le perdite e il dolore, ma che non riducono i fibromi:

  • Dispositivi intrauterini che rilasciano progestina.
  • Analgesici da banco, come l’ibuprofene.
  • Pillola anticoncezionale.

Chirurgia

Un’altra opzione potrebbe essere la chirurgia per estirpare i fibromi più grandi o multipli. Una miomectomia addominale consiste nel fare un’incisione nell’addome per accedere all’utero ed eliminare i fibromi uterini.

Si può anche realizzare una laparoscopia per ridurre la cicatrice risultante dall’intervento. Qualora non ci fossero altre alternative, il medico potrebbe decidere di eliminare l’utero. Questo significa che non potrete avere figli in futuro.

Procedura mini-invasiva

  • La chirurgia ad ultrasuoni focalizzati è una procedura che prevede l’utilizzo di un macchinario che consente di vedere l’utero e che allo stesso tempo emette onde ad alta energia sonora verso il fibroma per distruggerlo.
  • Allo stesso modo, la miolisi riduce i fibromi utilizzando la corrente elettrica o laser, mentre la criomiolisi congela i fibromi.
  • L’ablazione endometriale consiste nell’inserire uno strumento particolare nell’utero per distruggerne il rivestimento con il calore, corrente elettrica, acqua calda o microonde.
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