Guida alimentare per l’insufficienza renale

18 Maggio 2020
Controllare l'alimentazione nei casi di insufficienza renale è molto importante per evitare la malnutrizione e rallentare la malattia. Volete saperne di più? Seguite la nostra guida alimentare.

Le persone che soffrono di insufficienza renale, soprattutto in forma cronica, devono modificare la loro dieta. L’obiettivo è seguire una guida alimentare per l’insufficienza renale che mantenga un stato nutrizionale ottimale e aiuti a ridurre l’accumulo di tossine, che i reni non sono in grado di eliminare.

Nell’articolo di oggi vi spieghiamo tutto quello che dovete sapere, una vera e propria guida alimentare per le persone che soffrono di insufficienza renale.

Una guida alimentare per l’insufficienza renale

Nei pazienti con insufficienza renale cronica è molto frequente una malnutrizione calorico-proteica. Questa condizione è particolarmente grave, perché è un fattore predittivo di mortalità e insorgenza di gravi patologie.

Per questo motivo, conoscere le esigenze dietetiche del paziente con insufficienza renale nelle diverse fasi evolutive della malattia è fondamentale. Bisogna sapere che esistono diversi livelli di gravità di questa patologia: insufficienza renale acuta, cronica e terapia renale sostitutiva (emodialisi e dialisi peritoneale).

Nell’articolo di oggi, vi illustreremo una guida alimentare da seguire nelle diverse fasi della malattia. Bisogna però considerare che ogni dieta va adattata al singolo paziente.

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La dieta per le diverse fasi della malattia

La guida alimentare per l’insufficienza renale è molto rigida, perché prevede la limitazione o l’eliminazione di alcuni gruppi di alimenti. Se il paziente è sottoposto a dialisi continua, la dieta può essere un po’ più permissiva.

1. Controllare la quantità di proteine

Guida alimentare per l'insufficienza renale e proteine
Il nutrizionista dovrà adattare la quantità di proteine nella dieta del paziente con insufficienza renale.

La restrizione proteica nelle diete per l’insufficienza renale moderata frena il decorso della malattia. Le proteine, di fatto, sottopongono i reni a un lavoro eccessivo, ma sono necessarie per un’alimentazione equilibrata.

Attualmente la guida alimentare per le diete ipoproteiche consiglia una quantità di proteine pari a 0,8 g/kg/giorno (60% di alto valore biologico) se il paziente non è sottoposto a dialisi. Se il paziente è sottoposto a dialisi, la quantità può essere aumentata.

2. Ridurre il potassio e il fosforo

L’accumulo di potassio nel sangue aumenta il rischio di insorgenza di alterazioni cardiache. Per questo, si devono sempre tenere sotto controllo i valori del potassio plasmatico. Oltre a ciò, alti livelli di fosforo a lungo andare possono danneggiare le ossa. 

3. Assicurare un consumo sufficiente di calcio e vitamina D

La diminuzione di vitamina D determina un deficit di assorbimento intestinale del calcio. Questo può provocare arteriosclerosi, disfunzioni endoteliali e ipertrofia ventricolare. Risulta quindi indispensabile assumere un integratore di vitamina D.

Uno studio pubblicato sulla rivista specialistica Nephrology indica che gli integratori di vitamina D apportano beneficio a livello vascolare ai pazienti sottoposti a emodialisi.

4. Controllare l’apporto di sale nella guida alimentare per l’insufficienza renale

La guida alimentare per i pazienti con insufficienza renale pone particolare attenzione al controllo del sale. Il sodio, infatti, favorisce la ritenzione idrica, che i reni non possono eliminare. Se non si soffre di ipertensione, si possono consumare 1-2g/giorno.

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5. Limitare l’ingestione di liquidi

Limitare i liquidi
Il consumo di liquidi nei casi di insufficienza renale deve essere limitato. Soprattutto se il paziente è sottoposto a dialisi.

Se il paziente è sottoposto a dialisi, bisogna controllare la quantità di liquidi assunti per via della frequente minzione.

Se si ingeriscono elevate quantità di liquidi, che non si espellono, questo liquido può accumularsi nelle caviglie o intorno ai polmoni o al cuore. Si consiglia di pesarsi sempre sulla stessa bilancia per verificare che il peso non aumenti nelle sessioni di dialisi.

Guida alimentare per l’insufficienza renale e bisogni nutrizionali

Per seguire i consigli alimentari che abbiamo appena passato in rassegna, bisogna tenere presenti i seguenti principi della nutrizione.

  • Consultate un nutrizionista, perché possa definire un piano alimentare specifico per le vostre necessità.
  • Controllare il consumo di legumi, verdura, frutta, frutta secca e cacao, tutti alimenti ricchi di potassio. Questo servirà ad evitare l’iperpotassemia.
  • Se si mangiano verdure, legumi o patate, lasciarli in ammollo almeno 3 ore prima di cucinarle. Successivamente bollirli due volte, eliminando ogni volta l’acqua di cottura. Infine, saltarli in padella per ridurre il contenuto d’acqua.
  • Un altro metodo per mangiare le verdure è congelarle. Frutta in conserva o cucinata deve essere limitata a 2 porzioni al giorno.
  • È meglio mangiare pane tostato, poiché contiene meno acqua.
  • Evitare bevande, anche quelle con edulcoranti, perché non eliminano la sensazione di sete.
  • Non mangiare alimenti ultraprocessati, come purè in scatola, insaccati, carne e pesce affumicati e aperitivi in scatola. Sono tutti alimenti ricchi di sale.
  • Mangiare saltuariamente latticini interni, perché sono molto ricchi di fosforo.

Come avete visto, la guida alimentare per l’insufficienza renale è piuttosto complessa. Rivolgetevi quindi a uno specialista in nutrizione per elaborare una dieta adatta alla vostra situazione.

  • Aggarwal, H. K., et al. “Assessment of Malnutrition Inflammation Score in Different Stages of Chronic Kidney Disease.” prilozi 39.2-3 (2018): 51-61.
  • Assimon, Magdalene M., et al. “Nutritional vitamin D supplementation in haemodialysis: A potential vascular benefit?.” Nephrology 17.3 (2012): 237-242.
  • Serván, P. Riobó, and A. Ortíz Arduán. “Nutrición e insuficiencia renal crónica.” Nutrición Hospitalaria 5.1 (2012): 41-52.
  • Sociedad Andaluza de Nefrología. NEFROSAN.