Listeriosi: contagio e prevenzione

La listeriosi è una malattia che viene trasmessa dagli alimenti e che colpisce principalmente le gestanti, gli anziani e le persone immunodepresse.
Listeriosi: contagio e prevenzione

Ultimo aggiornamento: 31 gennaio, 2021

La listeriosi è una malattia di cui si parla spesso a causa dei casi di contaminazione rilevati in diversi alimenti. All’interno dell’Unione Europea la listeriosi presenta una tendenza ascendente dal 2008 ed è caratterizzata da tassi di letalità più alti rispetto a quelli di altri agenti patogeni che vengono trasmessi attraverso gli alimenti.

Secondo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, potrebbe rappresentare una malattia emergente in Europa ed essere in realtà sottodiagnosticata. In alcuni paesi, per esempio, è entrata nell’elenco delle malattie infettive a dichiarazione obbligatoria solo di recente.

Il numero di ricoveri ospedalieri attribuibili a questa patologia è però cresciuto in misura significativa. Ecco perché è importante sapere come avviene il contagio di questo batterio e come è possibile prevenirlo.

Che cos’è la listeriosi?

La listeriosi è una malattia provocata dal batterio Listeria monocytogenes. Si tratta di un batterio gram positivo in grado di sopravvivere sia in presenza sia in assenza di ossigeno.

La sua capacità di crescere a temperature basse, come 0°C, consente la sua moltiplicazione alla normale temperatura di refrigerazione, il che aumenta la sua capacità di eludere le abituali misure di controllo previste dall’elaborazione degli alimenti.

Le persone che si ammalano di listeriosi generalmente contraggono l’infezione dopo aver mangiato alimenti contaminati. Questa malattia colpisce soprattutto le gestanti, i neonati, gli anziani e le persone dal sistema immunitario indebolito.

Batteri della listeriosi.

Come si trasmette la listeriosi?

Questo batterio viene ospitato dagli animali e si diffonde ampiamente nell’ambiente. Riesce così a contaminare una grande varietà di alimenti o bevande, dunque a provocare contaminazione crociata.

Si tratta di una delle infezioni alimentari con il più alto tasso di letalità e la maggiore carica di morbilità, in rapporto alle complicazioni che può provocare.

Negli anni Novanta, le ondate di infezioni da listeriosi erano legate soprattutto  al consumo di salsicce e insaccati. Ora, invece, tendono a propagarsi a partire da latticini, frutta e verdura. I ricercatori hanno individuato come fonti di recenti focolai alcuni formaggi morbidi, aglio, germogli, melone e gelato.

La persona affetta da listeriosi invasiva riferisce la presenza di sintomi in un periodo compreso tra 1 e 4 settimane dopo aver consumato l’alimento contaminato. Vengono accusati principalmente i sintomi di una gastroenterite, ma nelle categorie a rischio possono verificarsi anche meningite, meningoencefalite o setticemia.

Come prevenire la listeriosi?

Per prevenire questa malattia, è molto importante adottare precise precauzioni in termini di sicurezza alimentare nei confronti dei cibi citati.

Particolare attenzione va rivolta alle persone appartenenti alle categorie più ad alto rischio, come le gestanti, gli anziani e le persone dal sistema immunitario debilitato.

Formaggio fresco e altri formaggi morbidi

Dovremo verificare che sull’etichetta sia presente la dicitura: “Preparato con latte pastorizzato”. Le categorie a rischio devono evitare di mangiare formaggi morbidi, come il formaggio fresco, il formaggio bianco, il brie, il camembert, i formaggi erborinati o la feta, a meno che l’etichetta non indichi che sono stati preparati con latte pastorizzato.

Tagliere di formaggi.

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Germogli crudi

Raccomandazioni rivolte alle categorie a rischio:

  • Non mangiate alcun tipo di germoglio crudo o poco cotto (compresi i germogli di erba medica, trifoglio, ravanello e fagioli mungo).
  • Cuocete i germogli per ridurre il rischio di contrarre la malattia. La cottura completa uccide i batteri dannosi.
  • Quando mangiate in un ristorante, chiedete che ai vostri piatti non vengano aggiunti germogli crudi. Se comprate un panino, un’insalata o del cibo asiatico, controllate che non siano presenti germogli crudi.

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Meloni

Raccomandazioni generali:

  • Mangiate melone tagliato di recente o refrigeratelo.
  • Mantenete il melone tagliato a una temperatura di 5°C, oppure più bassa per un periodo di tempo non superiore ai 7 giorni.
  • Scartate le parti di melone che sono rimaste a temperatura ambiente per più di 4 ore.

Salsicce, paté, carni lavorate e affettati

Raccomandazioni generali:

  • Evitate che il liquido contenuto negli involucri delle salsicce e dei prodotti a base di carni lavorate entri in contatto con altri alimenti, utensili o superfici su cui appoggiate il cibo. Dopo aver toccato questi alimenti, lavatevi le mani.
  • Conservate questi prodotti in frigorifero in maniera sicura. Conservate gli involucri aperti per non più di 1 settimana.

Raccomandazioni per le categorie a rischio:

  • Evitate di mangiare salsicce, insaccati, prodotti a base di carni lavorate, affettati, salamini e carni fermentate.
  • Non mangiate paté né carni da spalmare refrigerate.
Cibi insaccati.

Pesce e frutti di mare affumicati

In questa categoria vi sono pesci e frutti di mare affumicati come il salmone, la trota, il pesce bianco, il baccalà, il tonno o lo sgombro. Raccomandazioni per le categorie a rischio:

  • Non consumate frutti di mare affumicati refrigerati, a meno che non siano in lattina o non deperibili, oppure che non siano stati cotti.

L’osservazione delle corrette misure igieniche alimentari è fondamentale per evitare di contrarre malattie a trasmissione alimentare.

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