Sindrome dell’articolazione temporo-mandibolare

21 Agosto 2020
La sindrome dell'articolazione temporo-mandibolare può causare dolore cronico acuto, limitare l'apertura della bocca e disagio agli organi vicini. In questo articolo analizziamo come è possibile migliorare i sintomi di disagio che provoca.

La sindrome dell’articolazione temporo-mandibolare è conosciuta anche con il nome di ATM. Corrisponde ad un insieme di disturbi che interessano l’articolazione temporo-mandibolare, che è quella che connette la mandibola al cranio.

Questo disturbo si presenta con un dolore intenso nella zona della mandibola e con un’alterazione dell’articolazione. La sua insorgenza, ha un impatto significativo sulla qualità della vita. Cos’è nel dettaglio questa disfunzione? È possibile alleviare i sintomi che provoca? A continuazione presentiamo alcuni dettagli.

Cos’è l’articolazione temporo-mandibolare?

È la giuntura che collega la mandibola al cranio nella regione temporale. Questa articolazione si trova su entrambi i lati del cranio, proprio davanti alle orecchie. La sua funzione è quella di consentire l’apertura e la chiusura della bocca. Questo movimento è consentito grazie ai muscoli masticatori.

Il loro utilizzo è costante durante la giornata, sia che parliamo, mangiamo, sbadigliamo o ridiamo questi muscoli si mettono in funzione. Dato il loro uso intenso, non è insolito vedere disfunzioni articolari negli adulti. Si verificano anche nei bambini, soprattutto dopo i 10 anni.

Uomo con dolore all'articolazione temporo-mandibolare.
L’articolazione temporo-mandibolare permette l’apertura e la chiusura della bocca.

Cos’è la sindrome dell’articolazione temporo-mandibolare?

Come abbiamo già menzionato, si tratta di un insieme di disturbi, e di solito vengono classificati a seconda dell’origine del problema, come muscolare o articolare. In molti casi però, sia l’articolazione che i muscoli masticatori sono coinvolti.

Può essere unilaterale o bilaterale. Si presenta più comunemente nelle donne. Inoltre, l’età di insorgenza più comune è compresa all’incirca tra i 20 e i 44 anni, anche se può verificarsi a qualsiasi età.

Si caratterizza per la presenza di:

  • Dolore acuto o cronico legato al movimento della mandibola, di solito nella zona vicina all’orecchio.
  • Schiocco dell’articolazione durante l’apertura e la chiusura della bocca.
  • Limitazione nell’apertura della bocca, a volte può anche bloccarsi la mandibola.
  • Dolore alla testa e al collo.
  • Ronzio e dolore all’orecchio.
  • Diminuzione dell’acutezza uditiva.

Quali sono le possibili cause?

Le cause possibili sono diverse. In realtà, spesso sono presenti varie concause. Le più comuni sono:

  • Malocclusione dentale.
  • Abitudine di serrare la mandibola.
  • Abitudine di tenere fra i denti una penna o una matita.
  • Masticare con frequenza chewing-gum.
  • Bruxismo.
  • Stress e ansietà.
  • Maggiore sensibilità al dolore.
  • Artrite reumatoide.
  • Infezione dell’articolazione.
  • Lussazione dell’articolazione.
  • Neoplasie.
  • Malattie degenerative delle articolazioni.
  • Trauma nella regione articolare.
  • Spostamento del disco articolare.

Spesso per diagnosticare questo disturbo, lo specialista farà un’anamnesi del dolore ed effettuerà un esame fisico della zona, compresa la regione del collo.

A volte sono richiesti degli esami diagnostici per immagini, come una radiografia, una TAC o una risonanza magnetica. Se il medico lo ritiene necessario, eseguirà degli esami del sangue per fare una diagnosi differenziale.

Odontoiatra e paziente con bruxismo. Articolazione temporo-mandibolare.
Bruxismo, malattie degenerative delle articolazioni e traumi, sono alcune delle principali cause della sindrome temporo-mandibolare.

Come migliorare i disturbi causati dalla sindrome temporo-mandibolare?

Spesso, per via delle varie concause scatenanti questa sindrome, è necessaria l’assistenza di vari specialisti medici. A volte si tratta di una situazione temporanea, che può anche migliorare senza un trattamento specifico.

Tuttavia, in altri episodi, saranno necessarie misure terapeutiche che possono migliorare il dolore e la scarsa funzionalità delle articolazioni. Possono essere definite come misure conservative, e comprendono quanto segue:

  • Evitare di mordere qualsiasi elemento non commestibile (matite, penne, unghie, ecc.).
  • Mantenere la mandibola leggermente aperta, rilassata, ed evitare di serrarla continuamente.
  • Fare molta attenzione, o addirittura evitare l’uso alcuni strumenti musicali che possono sforzare la bocca, la mandibola o la zona del collo.
  • Adottare tecniche di rilassamento muscolare.
  • Applicare impacchi caldi o freddi sulla zona dolorante.
  • Migliorare la qualità del sonno.
  • Effettuare massaggi muscolari.
  • Mangiare cibi teneri.
  • Evitare movimenti ampi della mascella.

Queste raccomandazioni saranno molto utili, sempre sotto la supervisione di uno specialista. A volte, il medico prescriverà degli antidolorifici e una terapia fisica.

Esistono anche delle stecche occlusive rimovibili che in alcuni casi possono essere utili. D’altra parte, nei pazienti gravi le misure conservative non sono sufficienti e sarà necessario un intervento chirurgico.

La prognosi può variare a seconda della causa

Fortunatamente, nella maggior parte dei casi le misure conservative hanno dei buoni risultati. Pertanto la prognosi è positiva. Tuttavia, va chiarito che se la sindrome temporo-mandibolare è causata da neoplasia o da una malattia degenerativa delle articolazioni, la prognosi e la progressione della patologia possono variare.

Considerando quanto sopra, i sintomi possono migliorare o peggiorare a seconda dell’evoluzione della malattia stessa. Per questo motivo, è essenziale fare una buona diagnosi medica e iniziare il trattamento a seconda del caso.

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