Spondiloartrosi anchilosante: diagnosi e terapia

14 Luglio 2019
La maggior parte delle persone che soffre di spondiloartrosi anchilosante presenta il gene HLA-B27. Tuttavia, solo alcune di esse sviluppano la malattia.

La spondiloartrosi anchilosante è una malattia infiammatoria cronica che colpisce principalmente le articolazioni della colonna vertebrale.

Queste articolazioni tendono a saldarsi tra loro, limitando la mobilità. Ciò riduce la flessibilità della colonna vertebrale. Per questo motivo, di solito si adotta una postura incurvata in avanti.

Non sappiamo esattamente a cosa sia dovuta questa malattia, ma sappiamo che la genetica gioca un ruolo importante nella sua comparsa. La maggior parte delle persone con spondiloartrosi anchilosante ha il gene HLA-B27. Tuttavia, solo alcune di queste persone con il gene sviluppano la malattia.

Sintomi della spondiloartrosi anchilosante

Donna con mal di schiena
Nella spondiloartrosi anchilosante può verificarsi la fusione di alcune vertebre, con conseguente rigidità e dolore associato.

Questa malattia reumatica genera focolai di infiammazione delle articolazioni della colonna vertebrale. Ciononostante, possono infiammarsi altre articolazioni, come quelle delle spalle, delle anche, delle ginocchia e delle caviglie.

I primi sintomi della spondiloartrosi anchilosante includono dolore notturno e rigidità della zona inferiore della schiena, anche se questo si verifica soprattutto al mattino e dopo dei periodi di inattività. Sono anche frequenti mal di collo e affaticamento.

Alcune delle aree più spesso interessate sono l’articolazione tra la base della colonna vertebrale, il bacino e i fianchi. Tuttavia, può interessare i punti in cui tendini e legamenti si uniscono alle ossa, soprattutto all’altezza della colonna vertebrale.

Quando si manifesta la spondiloartrosi anchilosante l’organismo cerca di intervenire dando vita a un nuovo osso. Questo nuovo osso va a chiudere lo spazio tra le vertebre. In tal modo possono fondersi sezioni di una e di un’altra vertebra.

Queste parti della colonna vertebrale diventano rigide e inflessibili. La fusione può anche comprimere la gabbia toracica e limitare la capacità e il funzionamento dei polmoni.

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Complicazioni della spondiloartrosi anchilosante

Alcune delle complicazioni della spondiloartrosi anchilosante sono:

  • Infiammazione oculare (uveiti). Le uveiti sono tra le complicazioni più comuni della spondiloartrosi anchilosante. Possono causare la comparsa improvvisa di dolore agli occhi, di sensibilità alla luce e di vista offuscata.
  • Danneggiamento delle valvole cardiache: questa malattia può provocare problemi alla aorta. L’aorta infiammata può interessare la forma della valvola aortica del cuore, il che altererà il funzionamento della valvola.

Come si giunge alla diagnosi?

La diagnosi della spondiloartrosi anchilosante si basa su alcuni criteri:

  • Criteri clinici: come il dolore lombare per oltre 3 mesi che migliora con l’attività fisica, ma che non si attenua con il riposo. Va tenuto conto della limitata espansione toracica, così come della mobilità della colonna vertebrale.
  • Criteri radiologici: come la prova radiologica di infiammazione delle articolazioni sacroiliache.

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In base ai criteri cui il paziente risponde, la diagnosi di spandoartrosi anchilosante sarà:

  • Definita: quando sono presenti un criterio clinico e uno radiologico.
  • Sospetta: nel caso in cui il paziente presenta 3 criteri clinici e 1 radiologico.

Le analisi del sangue e delle urine possono aiutare a supportare la diagnosi evidenziando la presenza nel sangue dell’antigene HLA-B27. Allo stesso tempo, possono determinare la maggiore o minore intensità del processo infiammatorio sofferto dal paziente.

Trattamento della spondiloartrosi anchilosante

Farmaci per la spondiloartrosi anchilosante
Oltre alla riabilitazione e all’intervento chirurgico, vengono prescritti farmaci analgesici per calmare il dolore che colpisce le articolazioni.

Il trattamento della spondilosi anchilosante abbina diverse opzioni farmacologiche alla riabilitazione.

  • Antinfiammatori non steroidei (AINE) e analgesici: sono trattamenti farmacologici finalizzati al controllo del dolore e alla riduzione o alla soppressione dell’infiammazione articolare. In questo modo, la qualità della vita del paziente migliorerà. Inoltre, alleviandone i disturbi, si contribuirà a migliorare il suo riposo notturno.
  • Farmaci modificanti la malattia (DMARD): questi farmaci agiscono sul sistema immunitario.
  • Farmaci biologici: questo tipo di farmaci, sebbene non rappresentino una cura, riescono a controllare i sintomi della malattia in molti pazienti.
  • Riabilitazione: si deve fare in modo continuo e abbinandola a trattamenti di tipo farmacologico. Gli esercizi fisici e respiratori migliorano la mobilità della colonna e la potenza muscolare.
  • Chirurgia: la chirurgia interviene solo in alcuni casi; in particolare, quando le articolazioni sono molto danneggiate e la mobilità è andata perduta.

Abbinando i possibili trattamenti, è possibile prevenire l’irrigidimento e l’anchilosi. Aiutano anche a prevenire altri disturbi della funzionalità muscolare e locomotrice. Si consiglia, inoltre, di praticare esercizi che rafforzino la schiena, come il nuoto.

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