Arresto del pensiero: in cosa consiste?

I pensieri negativi ricorrenti sono associati ad ansia e depressione. Un modo per fermarli è attraverso l'arresto del pensiero.
Arresto del pensiero: in cosa consiste?

Ultimo aggiornamento: 27 giugno, 2022

Pensare: un’attività a cui spesso non possiamo sottrarci, ma che per alcune persone diventa una trappola. Una delle tecniche per superare determinati inconvenienti è l’arresto del pensiero.

È consigliato quando il tipo di pensieri che ci vengono in testa diventano ripetitivi, negativi e ci fanno sentire come se non abbiamo scampo. Identificarli è un primo passo per poi riuscire a gestirli. Come?

Cosa sono i pensieri negativi o ruminanti?

I pensieri negativi sono automatici, ricorrenti e associati ad emozioni negative. La persona li vive come invadenti, perché appaiono dal nulla e quindi non è possibile liberarsene.

Sono pensieri che di solito prendono una forma estrema, assolutista e polare, come se fosse tutto o niente. Non contemplano sfumature o momenti intermedi.

Si rafforzano persino con idee come “Io sono e non potrò mai cambiare”. Per questo motivo, diventano sempre più grandi, in un flusso ininterrotto.

Inoltre, questi pensieri vanno di pari passo con emozioni spiacevoli (disagio, tristezza, rabbia), che a loro volta influiscono sul comportamento. Pensiamo, sentiamo e agiamo perché siamo condizionati da loro. Quindi, nel tempo, possono innescare problemi più grandi, come ansia, manifestazioni psicosomatiche e depressione.

Arresto del pensiero: in cosa consiste?

L’arresto del pensiero è una tecnica usata con l’intenzione di fermare un ciclo di pensieri negativi e rimuginanti. Questi si svolgono automaticamente e la persona sente di avere poco controllo su di loro.

Quindi inizia a provare ansia e un intenso disagio che diventa insopportabile. L’arresto del pensiero è una delle tante strategie utilizzate per eliminare i pensieri negativi e invadenti.

Pensiero negativo in un uomo.
I pensieri negativi si ripetono e possono diventare problematici per la persona che non riesce a fermarli.

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Come realizzare l’arresto del pensiero?

Questa tecnica può essere applicata in vari modi. Ogni persona sceglie quella che funziona meglio per sé:

  • Uno dei modi è usare o fare dei movimenti che catturino la nostra attenzione. Questo interrompe il flusso di pensieri negativi e il cervello presta attenzione a un altro stimolo. Ad esempio, toccando il tavolo o schioccando le dita.
  • Un altro modo è scegliere una parola che useremo ogni volta che sperimentiamo questa ansia. Ad esempio, “basta”, “no”, “stop”.
  • Ci sono anche persone che cambiano stanza come strategia per smettere di pensare.

È importante che la persona possa conoscere la propria ansia, in modo tale da anticiparla ed evitare che il disagio aumenti. Ad esempio, imparare a identificare le emozioni che circondano questi pensieri invadenti e anche se esiste un correlato fisico (sudorazione, tremori). In questo senso, sebbene i pensieri sembrino apparire dal nulla, in realtà sono associati a credenze, valori e modi di pensare che abbiamo interiorizzato.

Una volta che riusciamo a interrompere i pensieri negativi, è necessario sostituirli con altri più positivi e rassicuranti.

L’arresto del pensiero è una tecnica cognitiva, molto frequente in questo tipo di terapia. La sua efficacia dipende dalla pratica e dalla continuità. Molte volte, non ottenendo risultati immediati, le persone si sentono frustrate e lo scartano.

Un esempio concreto

Maria deve sostenere un esame di biologia. Due giorni prima dell’esame inizia a mostrare nervosismo e ansia per quel momento. Pensa: “non lo supererò, sono già stata bocciata ad altri esami prima, sono sicura che anche questo andrà male”.

Dovrebbe invece concentrarsi su pensieri positivi, come: “è vero che l’esame può essere una situazione difficile, ma ho già fatto degli esami in precedenza e li ho affrontati con successo”.

Altre alternative all’arresto del pensiero

Ci sono anche altre tecniche che possono essere applicate insieme all’arresto del pensiero. Ad esempio, gli esercizi di respirazione controllata o di rilassamento, per aiutarci a ritrovare la calma.

Un’altra possibilità è riconoscere i nostri pensieri negativi, metterli in discussione e cercare dei fatti che servano come prova. Chiediamoci perché andrebbe storto se mi preparassi o se è possibile che stiamo sopravvalutando un aspetto della situazione. Si tratta di mettere in discussione ciò che appare come ovvio o inevitabile.

Rilassamento per controllare i pensieri negativi.
Imparare a rilassarsi e controllare il flusso dei pensieri negativi è la chiave per mantenere l’ansia entro limiti accettabili.

I pensieri non sono la realtà

Ci ripetiamo così tante volte alcuni pensieri, che finiamo per pensare che siano definiti una volta per tutte. Li collochiamo in un oltre a cui non possiamo accedere.

Tuttavia, i pensieri si costruiscono con le influenze, le esperienze, con il giorno per giorno e l’immediato. Quindi, raramente ci prendiamo un momento per mettere in dubbio la loro validità.

Non dobbiamo dimenticare che sono rappresentazioni di qualcosa; idee che forgiamo, ma che possiamo cambiare e dobbiamo abbandonare se non sono funzionali ai nostri obiettivi.

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