Permaressia: cos’è e quali sono le cause?

16 Ottobre 2020
Oltre all'anoressia e alla bulimia, esistono altri disturbi alimentari come la permaressia. Continuate a leggere per saperne di più.

La permaressia è un disturbo alimentare di recente scoperta e che rappresenta spesso il preludio di problemi di salute più gravi come l’anoressia o la bulimia. Chi ne è affetto pensa che qualsiasi cibo consumato lo farà ingrassare e nutre un incontrollabile desiderio di magrezza.

Chi soffre di permaressia è disposto a seguire diete restrittive che vengono pubblicizzate come miracolose pur di dimagrire. Proprio questo, di fatto, è uno dei criteri per diagnosticare la malattia, e per l’esattezza aver provato più di 3 diete dimagranti in un anno.

Caratteristiche della permaressia

Trattandosi di una patologia classificata di recente, non disponiamo di numerosi dati sulla permaressia. Ciononostante, è noto che questo problema è tipico tra le persone con comportamenti compulsivi che le portano, per esempio, a contare le calorie. Anche se il controllo delle etichette nutrizionali è una buona pratica, farlo in modo ossessivo può diventare un problema.

Molte persone, però, non ricevano diagnosi, motivo per cui ignorano di essere affetti da questo disturbo alimentare. Si tratta di individui il cui peso oscilla di continuo e soggetti a perenni cambiamenti nelle abitudini alimentari; non sembrano, tuttavia, presentare una patologia e per questo non ricevono una diagnosi accurata.

Tra i campanelli d’allarme della permaressia vi è la tendenza a cambiare con frequenza il proprio regime alimentare con l’obiettivo fisso di perdere peso. A ciò si aggiunge un’estrema sensibilità ai commenti sul proprio aspetto fisico e un confronto perenne con gli altri. Infine, benché sia stata dimostrata la relazione tra depressione e anoressia, non è ancora possibile definirla con esattezza.

Donna a dieta e permaressia.
L’ossessione per la dieta rientra tra i criteri per la diagnosi di permaressia.

Per saperne di più: Diete pericolose: quali sono i rischi?

Come riconoscere se una persona soffre di permaressia?

Diagnosticare la malattia non è facile. Non esistono strumenti di screening tramite cui identificare con precisione il problema. Si consiglia di osservare i modelli di comportamento e realizzare alcuni esami per determinare il grado di salute mentale.

Si può parlare di permaressia nel caso in cui si evidenzino certi comportamenti ossessivi riguardo all’alimentazione, ma che non permettono di inquadrarla nel quadro clinico dell’anoressia o della bulimia.

È importante osservare le abitudini alimentari della persona e il suo rapporto con il cibo. Risulta utile sapere anche quanto è sensibile alle critiche esterne. Se si è fortemente influenzati dalle opinioni altrui, il rischio di soffrire o sviluppare la condizione aumenta.

Come già menzionato, è a rischio chi nell’ultimo anno ha provato più di 3 diete dimagranti. In questo caso, l’ideale è rivolgersi a un professionista il prima possibile. La prevenzione e il trattamento precoce sono le migliori soluzioni ai disturbi alimentari, inoltre riduce il rischio di conseguenze più serie.

Vi potrebbe interessare anche: La diabulimia: cos’è e come riconoscerla

Cause della permaressia

È stato dimostrato che i fattori di rischio per lo sviluppo di questo disturbo sono i seguenti:

  • Familiarità con problemi psichiatrici.
  • Stress durante la gravidanza.
  • Sovrappeso infantile.
  • Disagio per il proprio aspetto fisico.
  • Pressione sociale.

Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Child and Adolescent Psychiatric Clinics of North America, i disturbi alimentari come la permaressia sono favoriti dall’eccesso di informazioni fornite da alcuni media. Un’errata interpretazione delle stesse può portare allo sviluppo di abitudini dannose.

Permaressia e ossessione con il peso.
Le cause della permaressia sono varie, poiché diversi fattori di rischio ne favoriscono la comparsa.

Un disturbo alimentare difficile da diagnosticare

La permaressia è una patologia scoperta di recente e sulla quale non esistono ancora molti dati scientifici. Sappiamo che è il preludio di problemi più gravi e che una diagnosi precoce ne facilita la gestione e la cura.

I criteri diagnostici di questo disturbo non sono ancora del tutto chiari, per cui è necessario consultare uno specialista e sottoporsi a diversi strumenti di screening.

Ricordate che le malattie associate alla condotta alimentare sono complesse e richiedono un trattamento multidisciplinare. È necessario affrontare il problema da diverse angolazioni per offrire una soluzione affidabile che riduca il rischio di conseguenze a medio termine.

In caso di dubbi, si consiglia di consultare uno specialista per maggiori informazioni. L’attenzione ai dettagli può fare la differenza nell’individuare il problema in tempo e prevenire le complicazioni.

  • Saul JS., Rodgers RF., Adolescent eating disorder risk and the online world. Chil Adolesc Psychiatr Clin N Am, 2018. 27 (2): 221-228.
  • Keski Rhakonen A., Mustelin L., Epidemiology of eating disorders in Europe: prevalence, incidence, comorbidity, course, consequencies, and risk factors. Curr Opin Psychiatry, 2016. 29 (6): 340-5.
  • Thornton LM., Welch E., Munn Chernoff MA., Lichtenstein P., et al., Anorexia nervosa, major depression, and suicide attemps: shared genetic factors. Suicide Life Threat Behav, 2016. 46 (5): 525-534.
  • Jáuregui-Lobera, Ignacio. “¿ Medicina y enfermedades o moda y consumismo?.” Journal of Negative and No Positive Results: JONNPR 2.2 (2017): 46-48.
  • Encalada, Sergio Constantino Ochoa, et al. “La publicidad en internet y la presencia de trastornos alimenticios en los adolescentes.” Memorias del tercer Congreso Internacional de Ciencias Pedagógicas: Por una educación inclusiva: con todos y para el bien de todos. Instituto Superior Tecnológico Bolivariano, 2017.
  • Giner Bartolomé, Cristina. “Emociones y trastornos de la conducta alimentaria: Correlatos clínicos y abordajes terapéuticos basados en nuevas tecnologías.” (2016).