Lo stress in gravidanza può aumentare il rischio di autismo?

Nuove ricerche confermano il rapporto tra stress in gravidanza e aumentato rischio di autismo nei bambini. Alla base di questo effetto, ci sono le alterazioni di ormoni e neurotrasmettitori e dell'asse intestino-cervello.
Lo stress in gravidanza può aumentare il rischio di autismo?

Scritto da Edith Sánchez

Ultimo aggiornamento: 09 agosto, 2022

Un alto livello di stress non fa mai bene, tanto più se si verifica durante la gravidanza. Alcune ricerche preliminari ipotizzano che uno dei suoi effetti sarebbe quello di aumentare il rischio di autismo nel bambino.

Inutile dire che la causa ultima dell’autismo è sconosciuta. Negli ultimi anni si è rafforzata l’idea che la sua origine sia genetica. Tuttavia, nuovi dati suggeriscono un possibile ruolo dello stress.

Lo stress materno è stato associato a problemi come parto prematuro e basso peso alla nascita. È anche noto che i figli di madri stressate hanno maggiori probabilità di sviluppare disturbi neurocomportamentali.

Stress e rischio di autismo

Uno studio condotto dall’Università di Granada ha stabilito che alti livelli di stress durante la gravidanza sono associati a un aumentato rischio di autismo, obesità e coliche del lattante.

Questa ricerca si è basata su dati raccolti relativamente a 65 milioni di donne in gravidanza in Nord America, Europa, Asia e Oceania. Lo studio indica, inoltre, che lo stress aumenta il rischio di diabete gestazionale, preeclampsia e depressione postpartum.

I ricercatori, coordinati dal dottor Rafael A. Caparrós-González, hanno eseguito una revisione sistematica di oltre 73.000 studi sullo stress, di cui alla fine, solo 42 hanno soddisfatto i criteri di inclusione.

Stressi in gravidanza.
Lo stress ha sempre effetti negativi, e nelle donne in gravidanza è stato associato a disturbi nello sviluppo del bambino.

Gli effetti dello stress

Lo stress della madre è in grado di generare effetti sulla salute del bambino. Secondo i ricercatori, ciò è dovuto all’alterazione nei livelli di varie sostanze in circolo, come il cortisolo.

Allo stesso modo, aumentano le concentrazioni di neurotrasmettitori come la dopamina, la serotonina e la noradrenalina. Il punto è che queste sostanze sono in grado di attraversare la placenta e di raggiungere il feto. In altre parole, il feto riceve l’impatto e le conseguenze fisiologiche dello stress.

Come se non bastasse, lo stress altera i batteri che vivono naturalmente nell’intestino e che insieme prendono il nome di microbiota. Questo crea uno scompenso nell’asse intestino-cervello, sia della madre che del bambino.

Ciò provoca cambiamenti infiammatori nell’intestino, che possono portare a coliche neonatali. Inoltre, influenza la maturazione del cervello, quindi può favorire la comparsa di disturbi psicopatologici nel bambino.

Altre evidenze

La ricerca dell’Università di Granada non è l’unica ad avere associato lo stress in gravidanza al rischio di autismo. Altre ricerche hanno scoperto che eventi stressanti durante la gestazione, come discordie familiari o disastri naturali, aumentano il rischio che il bambino sia autistico.

Uno studio condotto nel 2016 e pubblicato su New England Journal of Medicine era giunto a una conclusione simile. Una ricerca condotta dal Dr. David Beversdorf, dell’Università dell’Ohio, ha ugualmente rilevato come un certo numero di donne in gravidanza esposte ad alti livelli di stress abbiano partorito bambini autistici, individuando il momento di maggiore vulnerabilità tra le settimane 24 e 28.

Nonostante un buon numero di prove disponibili, la ricerca considera questi risultati come preliminari. Sono quindi necessari ulteriori studi per determinare con maggiore precisione i meccanismi che collegano lo stress al rischio di autismo.

Consigli per ridurre lo stress in gravidanza

Un modo per ridurre il rischio di autismo, dunque, è imparare a controllare i livelli di stress. È chiaro che in questa fase le ansie sono molte, soprattutto nelle neomamme. Tuttavia, occorre fare attenzione affinché i livelli di stress non causino danni gravi.

Alcune delle misure che possono essere adottate sono le seguenti:

  • Massaggi. Aiutano a rilasciare la tensione, rilassarsi e dormire meglio. Meglio se ricevuti prima di andare a letto.
  • Bagni rilassanti. Il bagno è il momento ideale per rilassarsi. Si consiglia di prendersi il tempo necessario e di godersi l’esperienza.
  • Attività tranquille e piacevoli. Leggere un buon libro, guardare un film o ascoltare musica rilassante.
  • Una semplice passeggiata quotidiana di 20 minuti, a passo lento, può essere un vero antidoto allo stress.
  • Pratiche di rilassamento. La gravidanza è il periodo ideale per dedicarsi allo yoga o attività simili.
  • Sesso. È consigliato e sicuro, a meno che il medico non indichi diversamente. Il sesso rilassa, rafforza la coppia e migliora l’umore.
Yoga e meditazione in gravidanza per combattere lo stress.
La pratica dello yoga prenatale è un buon antidoto allo stress.

Rischio di autismo: quando parlarne con il medico?

A volte, nonostante la buona volontà, non si riesce a gestire in modo adeguato lo stress che deve essere quindi trattato con l’aiuto del medico.

Lo stesso accade quando si verifica un evento che comporti alti livelli di stress, come un disastro naturale o la morte improvvisa di una persona cara. Situazioni come questa hanno un impatto emotivo molto alto.

In casi come questi, può essere necessario adottare misure specifiche, farmacologiche o focalizzate su terapie naturali. Il medico indicherà quale sia l’opzione più appropriata e il dosaggio sicuro.

In conclusione, esistono prove preliminari ma molto forti che lo stress in gravidanza aumenta il rischio di autismo nel bambino. È essenziale quindi, evitare situazioni di forte tensione.

La gravidanza è un’esperienza meravigliosa e da godere a pieno, nelle giuste condizioni. Se così non è, potrebbe essere una buona idea chiedere consiglio a uno psicologo.

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Il contenuto di questa pubblicazione è solo a scopo informativo. In nessun caso possono servire a facilitare o sostituire diagnosi, trattamenti o raccomandazioni di un professionista. Se avete dei dubbi, consultate il vostro specialista di fiducia e chiedete la sua approvazione prima di iniziare qualsiasi procedura.