Allattamento al seno ed epilessia: come comportarsi?

17 Settembre 2020
Le donne affette da epilessia possono nutrire diversi dubbi riguardo all'allattamento al seno. In questo articolo vediamo come comportarsi durante l'allattamento, anche quando si è sottoposte a terapia farmacologica.

L’allattamento al seno è in genere consigliato a tutte le donne con epilessia. Di solito i farmaci antiepilettici non provocano effetti indesiderati al bambino. Il connubio allattamento al seno ed epilessia è dunque possibile.

Allattare al seno i propri figli è molto spesso motivo di dubbi per le donne con epilessia, e per questo rappresenta un argomento da affrontare. Una corretta alimentazione, perno centrale della crescita, rientra le cure da dedicare al neonato.

In questo articolo offriamo alcuni consigli di cui tenere conto per ridurre al minimo qualsiasi possibile effetto indesiderato. Partiamo dal principio secondo cui allattamento materno ed epilessia sono compatibili.

Alcune definizioni che riguardano l’epilessia

L’epilessia è definita come un disturbo nervoso per cui una persona presenta convulsioni a causa di un processo cronico nel cervello. Questo processo è causa di ripetute scariche di impulsi neuronali, in forma sincrona.

D’altro canto, le convulsioni sono improvvise e si devono alle sopracitate cariche anomale ed eccessive, o attività neuronale sincrona. Ciò provoca uno squilibrio tra l’eccitamento e l’inibizione del cervello.

Scariche neurali nell'epilessia.
Una scarica sincrona ed eccessiva sui neuroni è responsabile delle crisi epilettiche.

Continuate a leggere: Crisi epilettiche: come si classificano?

Quale trattamento si utilizza in caso di epilessia?

La terapia per un paziente affetto da epilessia si basa sulla prescrizione di farmaci antiepilettici. Come abbiamo già anticipato, è la misura più spesso messa in atto per affrontare questa patologia.

Lo scenario più auspicabile è la totale prevenzione delle convulsioni, evitando qualunque effetto indesiderato o minimizzandone almeno la comparsa. Preferibilmente si opterà per un solo farmaco, misura che prende il nome di dose minima efficace in monoterapia.

Si inizierà sempre con un solo farmaco antiepilettico del quale verrà aumentato il dosaggio poco per volta se necessario. Nel caso in cui la resistenza alla terapia è maggiore, bisognerà somministrare più di un farmaco.

In linea di massima, si trova il giusto trattamento in seguito a un processo di adeguamento che può richiedere diverso tempo. Per mettere a punto questi aggiustamenti, il paziente viene sottoposto a esami di misurazione e dosaggio nel sangue.

Aspetti particolari dell’epilessia durante l’allattamento materno

Al giorno d’oggi epilessia e allattamento sono compatibili. È molto importante, tuttavia, che le donne con epilessia realizzino controlli più approfonditi durante la gravidanza, così come nella fase successiva al parto.

Durante la gravidanza si presterà maggiore attenzione alla misurazione degli antiepilettici nel sangue; a ciò si aggiunte un rischio maggiore di crisi epilettiche. Potrebbe dunque essere necessario aumentare il dosaggio farmacologico.

Dopo il parto, bisognerà tenere conto di alcuni aspetti che possono influenzare il trattamento e le cure nella fase di allattamento:

  • Dosaggio del farmaco antiepilettico somministrato: in linea di massima, andrà effettuato un nuovo adattamento del dosaggio. Quasi sempre verrà ridotto.
  • Possibile comparsa di crisi epilettiche a causa della mancanza di un sonno di qualità: il consiglio è cercare di dormire bene, in quanto un sonno di scarsa qualità è un fattore scatenante delle crisi convulsive.
  • Misure di sicurezza per il neonato: si consiglia di evitare il co-sleeping e di fare il bagnetto al neonato sempre in compagnia di qualcuno.

Come già detto, l’allattamento al seno non è controindicato in caso di epilessia nella madre. Al contrario, se possibile si consiglia di mantenerlo come unica fonte alimentare per sei mesi, per poi proseguire con l’alimentazione complementare per due anni.

Allattamento materno ed epilessia

Allattamento materno ed epilessia sono compatibili.
Alcuni farmaci sono compatibili con l’allattamento, mentre altri no. A questo proposito, è sempre necessario il parere medico.

C’è una lunga lista di farmaci antiepilettici regolarmente prescrivibili. Questi farmaci passano attraverso il latte materno in dosaggi variabili.

La maggior parte di antiepilettici in commercio non presentano effetti indesiderati sul neonato. Alcuni, inoltre, non penetrano nel latte materno in dosi importanti, mentre altri sì.

Il neurologo terrà conto di queste differenze tra farmaci. Oltre a ciò, è importante che la madre non salti nessuna dose; si consiglia tuttavia di suddividere il dosaggio quotidiano o di lasciare trascorrere alcune ore prima di allattare il piccolo.

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È sicuro per il neonato?

Se i farmaci sono presenti in elevate quantità nel latte materno, il neonato potrebbe manifestare sonnolenza e difficoltà durante la suzione oppure mostrarsi irascibile. È dunque necessario un rigido controllo del dosaggio in base ai valori.

Per concludere, insistiamo sull’importanza di un rigido monitoraggio da parte del neurologo durante la gravidanza e l’allattamento al fine di proteggere il neonato e la madre. Solo il medico potrà stabilire la somministrazione dei farmaci e la loro eventuale sospensione.

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