Le conseguenze del Coronavirus: quali sono?

18 Maggio 2020
Anche se non siamo ancora usciti dallo stato di pandemia da COVID-19, dobbiamo iniziare a pensare alle conseguenze del Coronavirus. Queste ultime coinvolgono la sfera fisica e psicologica dei pazienti infetti e le persone che sono state loro vicino.

La pandemia da COVID-19 continua la sua avanzata, e questo anche se alcuni Paesi stanno allentando le restrizioni in quando già in fase di discesa della curva dei contagi. A ogni modo, gli esperti sono adesso in attesa di osservare le conseguenze del Coronavirus.

Come qualsiasi patologia di tale portata, considerando il numero di pazienti infetti e il numero di ricoverati, è logico attendersi delle conseguenze a medio e a lungo termine. Anche se si stanno ancora valutando le complicazioni future, alcuni ricercatori stanno già avanzando alcune ipotesi.

Valutare le conseguenze del Coronavirus è molto importante per la salute pubblica. La saturazione dei sistemi di assistenza può provenire anche da questi effetti collaterali, che compaiono progressivamente nella popolazione.

Il sistema respiratorio è l’elemento maggiormente coinvolto, visto che la polmonite da COVID-19 è stata l’infezione predominante. Ma non sono meno importanti i disturbi neuromuscolari e le alterazioni psicologiche. Si parla di diverse ondate di pandemia:

  • Prima ondata: i contagi in quanto tali, i quali hanno portato all’isolamento e alla quarantena.
  • La seconda ondata è costituita dalle conseguenze immediate del COVID-19 sui corpi delle persone infette.
  • Terza ondata: le altre patologie, passate in secondo piano a causa dell’emergenza.
  • La quarta ondata è quella che affiorerà sotto forma di disturbo del comportamento e che colpirà la popolazione.

La fibrosi polmonare come conseguenza del Coronavirus

A causa dello stato di emergenza, l’utilizzo di respiratori artificiali in pazienti gravemente colpiti dal COVID-19 è stato smodato. In seguito a questo abuso, stanno ora emergendo le conseguenze associate a questi apparecchi.

Questo aspetto non è di poco conto se sommato ai pazienti ricoverati in terapia intensiva con complicazione di fibrosi polmonare. A causa di ciò, questi ultimi potrebbero soffrire di ridotta capacità respiratoria per diversi anni.

Una fibrosi polmonare è la cicatrizzazione del tessuto polmonare, che sostituisce gli alveoli con fibre non respiratorie. Non occorre dire che il polmone, in queste condizioni, smette di lavorare. Gli scienziati associano questa conseguenza del Coronavirus alla tempesta di citochine, comune nei casi mortali. Nei pazienti che si sono ripresi, restano i segni dell’attacco immunitario subito dagli organi.

Per questo motivo, l’attenzione ricade sui pazienti che presentano pregresse malattie autoimmuni. Le persone con artrite reumatoide affette da COVID-19 potrebbero andare incontro a infiammazione cronica e ricorrente a causa della tempesta di citochine di cui hanno sofferto. I pazienti che sono stati ricoverati a causa del COVID-19 presentano elevate possibilità di soffrire di diverse conseguenze.

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Le conseguenze del coronavirus
I pazienti ricoverati a causa del COVID-19 rischiano conseguenze negative.

Le conseguenze del Coronavirus: indebolimento muscolare a seguito di prolungato ricovero

Da diversi anni la sindrome post-traumatica viene considerata una delle conseguenze del ricovero in Terapia Intensiva. Si tratta di una conseguenza comune ai pazienti costretti a prolungato ricovero in questo reparto, a prescindere dalla causa.

Fatta questa premessa, si capisce bene che la sindrome post-traumatica sarà una delle conseguenze del Coronavirus. Questa sindrome comporta perdita di massa muscolare degli arti e affaticamento a seguito di attività quotidiane, come camminare o mangiare.

Essendo rimasti a lungo sdraiati o inattivi, i muscoli tendono ad atrofizzarsi. Quando il paziente viene dimesso, il suo corpo non è più lo stesso: peserà di meno e il tono muscolare sarà ridotto ai minimi termini.

Al COVID-19 bisogna aggiungere il sospetto che la malattia influisca sulla placca motrice. Vale a dire che oltre alla sindrome post-traumatica da terapia intensiva, potrebbero insorgere disturbi neuromuscolari dovuti al SARS-CoV-2.

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Le conseguenze del Coronavirus per la mente

Tutelare il personale sanitario
Il personale sanitario che si è trovato a diretto contatto con la pandemia soffrirà di ansia in futuro.

Le conseguenze psicologiche del Coronavirus presentano diverse sfumature e possono essere osservate da diversi punti di vista. Ne soffrono i pazienti gravi, che vivono lo stress dell’isolamento, e ne soffre anche il personale sanitario.

I malati di COVID-19 sono esposti a timori più intensi di quelli di altre malattie. Le continue informazioni date dai media e il conteggio quotidiano dei morti provoca in loro ulteriore stress.

Oggi si parla della possibilità di un aumento dei casi di stress post-traumatico negli infetti sopravvissuti. Molto probabilmente avranno paura di uscire per strada, di entrare in luoghi affollati e di spostarsi da casa. Bisogna anche sottolineare che molti pazienti soffrivano già di disturbi d’ansia, angoscia e depressione. In questi casi, è facile aspettarsi un peggioramento dei sintomi delle malattie pregresse.

Infine, le conseguenze sullo staff sanitario, stravolto dall’elevata domanda, sono associate alla sindrome di burnout. Avremo medici e infermieri stanchi, stressati, senza energie, senza entusiasmo verso il proprio lavoro e con la paura di affrontare situazioni simili in futuro.

Il Coronavirus lascerà il segno sull’intera società

Una pandemia del genere non passa inosservata e non si limita ai contagi del momento. L’intera società sta soffrendo gli effetti del COVID-19, anche senza esserne infetta. E questi effetti si prolungheranno. Dobbiamo imparare a convivere con le conseguenze del Coronavirus per riprendere la normalità.

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