Bisessualità e pansessualità: quali sono le differenze?

Cosa si intende per bisessualità e pansessualità e perché i due termini sono oggetto di controversie?
Bisessualità e pansessualità: quali sono le differenze?

Ultimo aggiornamento: 10 gennaio, 2022

Viviamo in un momento di grandi cambiamenti in tema di sessualità. Negli ultimi decenni abbiamo visto come le etichette di maschio/femmina, eterosessuale e omosessuale abbiano subito dei cambiamenti. Allo stesso tempo, ne abbiamo visti apparire altri che meglio corrispondono al panorama esistente. Ciò ha portato anche a confusione, come quella tra bisessualità e pansessualità.

Entrambi i termini sono oggetto di controversie, incomprensioni e anche conflitti. Infatti, e così abbiamo già anticipato la conclusione, la differenza tra bisessualità e pansessualità, almeno ad oggi, non è del tutto risolta. Vorremmo invitarvi ad una riflessione nelle prossime righe.

Che cos’è la bisessualità?

due uomini abbracciati
La bisessualità è storicamente intesa come l’attrazione verso entrambi i sessi, nonostante esista sempre una leggera preferenza.

Per cercare di appianare i malintesi su bisessualità e pansessualità, inizieremo col chiarire i termini. Bisessualità è una parola che è diventata popolare nel secondo decennio del XX secolo. All’epoca alludeva all’attrazione, romantica o sessuale, provata nei confronti di entrambi i sessi affermati: uomo e donna.

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Infatti il prefisso bi, di origine latina, rimanda a due oggetti. Quindi bisessuale si riferisce all’attrazione che si prova per due sessi. Occorre tenere presente a questo punto, che quando il termine fu coniato 50-60 anni fa, l’idea dei generi era molto diversa da quella attuale.

Dunque, il concetto di bisessualità è mutato da attrazione nei confronti dei due generi ad attrazione verso più di un genere. Molti di coloro che si classificano come bisessuali usano quest’ultimo significato.

In termini generali, e almeno vista da oggi, la bisessualità è l’attrazione verso più di un genere. Ciò a scapito del prefisso che compone la parola. A causa di quest’ultimo, molte persone credono che il termine perpetui il binarismo di genere. In considerazione di ciò, sono emerse alternative come la pansessualità.

Che cos’è la pansessualità?

Definire cosa sia la pansessualità è molto più semplice: si riferisce a coloro che sono attratti, fisicamente o emotivamente, da tutti i sessi. In questo caso si usa il prefisso greco pan, che si riferisce a un insieme o una totalità. È quindi una parola che racchiude tutti i generi catalogabili, anche quelli non ancora stabiliti.

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È anche vero che è una parola popolare negli ultimi tempi, in realtà fu coniata più di 100 anni fa. Il suo creatore era Sigmund Freud nel contesto della descrizione dell’istinto sessuale. Sebbene fosse conosciuta in precedenza, cominciò a essere usata in modo massiccio solo negli anni novanta.

Alcuni la considerano una branca della bisessualità, poiché è nata come movimento al suo interno. Molti bisessuali oggi si considerano pansessuali, in parte perché credono che sia un termine più inclusivo. Quest’ultimo è il cuore del problema, poiché il prefisso consente di includere un numero maggiore di generi.

Quali sono le differenze tra bisessualità e pansessualità?

Come abbiamo visto, le differenze tra bisessualità e pansessualità sono molto sottili. Sebbene secondo i ricercatori esista un certo consenso tra chi viene classificato come l’uno e l’altro, in pratica è motivo di confusione. Soprattutto, naturalmente, tra chi non si trova all’interno di queste etichette.

Alcuni ricercatori hanno coniato il termine ombrello bisessuale per riunire tutte le preferenze non monosessuali. Se ci atteniamo ad esso, comprenderebbe pansessuali, queer, identità fluide e così via. In ogni caso, molti pansessuali non sono a loro agio con un’etichetta generale, in gran parte a causa di ciò che abbiamo detto circa la perpetuazione della binarietà.

Va ricordato che questi termini sono solo etichette, che ovviamente non arrivano mai a raggruppare l’intera realtà. Così come è emerso il termine pansessualità come alternativa alla bisessualità, sono emersi anche altri concetti. Li abbiamo già citati: queer e gender fluid.

Preconcetti su bisessualità e pansessualità

Bisessualità e pansessualità
Il primo passo per rispettare le diversità sessuali inizia con la comprensione dei termini che definiscono questa dimensione dell’essere umano.

Prima di terminare questa piccola riflessione su bisessualità e pansessualità, vogliamo sottolineare alcune idee sbagliate riguardo entrambi i concetti. Il primo riguarda la preferenza di genere. Sebbene ovviamente esistano eccezioni, secondo le evidenze sia i bisessuali che i pansessuali tendono ad avere una preferenza per uno di essi.

Cioè, sebbene siano aperti ad avere relazioni romantiche o sessuali con più di un genere, o con tutti, hanno una preferenza. Questo ovviamente non nega l’inclinazione per gli altri, semplicemente fa pendere la bilancia più da una parte. Come abbiamo sottolineato, le eccezioni si possono sempre trovare.

Un’altra delle idee sbagliate nei confronti di entrambi i termini si trova nell’affermazione che tutti praticano il poliamore. Cioè, mantengono relazioni con due o più persone contemporaneamente. È anche associato alla promiscuità o all’infedeltà. Sebbene ovviamente ci siano bisessuali e pansessuali che mantengono queste pratiche, in realtà la monogamia è altrettanto o più comune.

Infine, un’idea diffusa è che sia solo una tendenza dettata dalla moda. Un bisessuale o un pansessuale non si identifica come tale per attirare l’attenzione o vivere un’esperienza. La scelta è un gesto di libera volontà verso ciò che attrae o fa stare meglio. In ogni caso, delle etichette si può sempre fare a meno.

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