Il glaucoma infantile può portare alla cecità

Il glaucoma infantile è una patologia progressiva degli occhi che colpisce i bambini. Una diagnosi non tempestiva può causare danni irreversibili al nervo ottico e portare alla cecità. 
Il glaucoma infantile può portare alla cecità

Ultimo aggiornamento: 27 maggio, 2021

Il glaucoma infantile, noto anche come glaucoma congenito o pediatrico, è una malattia degli occhi che colpisce i bambini in tenera età. Viene in genere diagnosticato entro il primo anno di vita. È una malattia rara che può essere ereditaria o meno.

Nel 66% dei casi il glaucoma infantile colpisce entrambi gli occhi, un solo occhio nel 34%. Questa patologia è quasi sempre primaria, ovvero non è determinata da un’altra malattia. La caratteristica principale è un aumento della pressione intraoculare al di sopra dei valori normali.

Se il glaucoma infantile non viene trattato in modo adeguato, il nervo ottico può danneggiarsi portando alla cecità, come dimostrato da una ricerca condotta presso l’Università di Madrid. Per questo motivo è importante prestare attenzione ai primi sintomi.

Che cos’è il glaucoma infantile?

L’umor acqueo è un liquido incolore che nutre e ossigena distinte parti dell’occhio. Viene prodotto nella parte interna del bulbo oculare, chiamata corpo ciliare, situata dietro l’iride. Il fluido scorre attraverso la pupilla nella camera anteriore, la porzione che si trova tra la cornea e l’iride.

Nella camera anteriore sono presenti alcuni canali di deflusso che trasportano l’umor acqueo verso le vene. A volte, se questo sistema di drenaggio si ostruisce, il fluido non riesce a scorrere. Questo fa sì che resti concentrato, con un conseguente aumento della pressione oculare.

Tale pressione può danneggiare il nervo ottico, una struttura complessa composta da un milione di fibre nervose che collegano la retina al cervello. La lesione del nervo ottico può causare cecità.

Il glaucoma infantile colpisce i bambini di età superiore ai tre anni. Il glaucoma che colpisce prima, tra 0 e 3 anni viene chiamato congenito o neonatale.

Madre asciuga gli occhi al neonato.
Fino ai 3 anni, si parla di glaucoma congenito. In seguito, la malattia prende il nome di glaucoma infantile.

Come si manifesta?

Alcuni fattori possono favorire la comparsa del glaucoma infantile. Nella maggior parte dei casi è ereditario. Questo significa che l’anomalia è presente dalla nascita. Altre volte il problema deriva da altre malattie degli occhi, ma è un evento più raro.

In alcuni casi il glaucoma si manifesta con una visione periferica ridotta, cioè chiara frontalmente, priva di dettagli nelle aree laterali. Il disturbo aumenta in modo graduale. A volte è presente anche vista offuscata, annebbiamento o percezione di macchie nere.

Il bambino con glaucoma in genere viene infastidito dalla luce, ha gli occhi lucidi e spesso preferisce tenerli chiusi. Con il progredire della malattia, appaiono più spenti e grandi del normale. È comune che inciampi su piccoli oggetti che si trovano lateralmente o molto bassi.

Bambino piccolo con occhi chiari.
Con il progredire della malattia, gli occhi o del bambino appaiono più spenti e grandi.

Come si diagnostica il glaucoma infantile?

In presenza dei sintomi citati, è indispensabile richiedere una visita specialistica. Di solito viene eseguito un primo esame della vista per valutare la visione del bambino da vicino e da lontano. In seguito, attraverso l’applicazione di gocce oftalmiche, si dilata la pupilla e si esaminano la retina e il nervo ottico. 

Seguirà un esame del campo visivo, per valutare la visione periferica. Potrà inoltre essere eseguita una tonometria, che consente di misurare la pressione oculare.

Questi esami potrebbero intimidire o spaventare un bambino, per cui sarà importante che il piccolo paziente riceva tutto il sostegno e la comprensione dei genitori. In alcuni casi potrebbe essere necessario sedarlo prima dell’esame, soprattutto se è  molto piccolo.

È una malattia curabile?

È molto importante cominciare il trattamento del glaucoma infantile il prima possibile. Quanto prima viene affrontato questo disturbo, maggiori sono le possibilità di guarire completamente. Lo specialista determinerà il trattamento da seguire, in base allo stato di salute del bambino, le caratteristiche del glaucoma e le opzioni terapeutiche disponibili.

In generale, il trattamento prevede farmaci e intervento chirurgico. I farmaci servono a ridurre la produzione di liquido nell’occhio e a migliorarne il deflusso. In entrambi i casi l’obiettivo è ridurre la pressione.

In altri casi si ricorre alla microchirurgia o alla chirurgia laser. Lo scopo è creare un foro attraverso cui il liquido possa drenare in modo corretto. Questo tipo di intervento è sicuro e comporta un rischio minimo.

Ci auguriamo che queste informazioni vi siano state utili. Tuttavia, in caso di dubbio, la scelta migliore è prenotare una visita oculistica per ricevere i consigli più adatti alle proprie esigenze.

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