Spasmi notturni: cosa fare per evitarli?

9 Dicembre 2020
Per ridurre il più possibile gli spasmi notturni, è essenziale condurre uno stile di vita sano e prendersi cura della propria igiene del sonno. In questo articolo parleremo delle cause di questo fastidio e delle migliori strategie per tenerli sotto controllo.

Gli spasmi notturni possono portare al risveglio sia di chi ne soffre sia del partner. Queste reazioni vengono abitualmente precedute da un sogno intenso o da un’allucinazione. La sensazione più tipica è quella di cadere dalle scale o in un baratro. Li avete mai provati?

Gli spasmi notturni, in realtà, sono spasmi involontari che si manifestano soprattutto tra lo stato di veglia e il sonno. Vengono anche chiamati spasmi mioclonici o scosse ipniche. Si tratta di spasmi muscolari brevi, ma intensi.

Sebbene possano destare preoccupazione e risultare fastidiosi, in realtà non rappresentano un grave problema. Di fatto, interessano una larga fetta della popolazione.

Benché la causa non sia ancora accertata, sono invece noti alcuni fattori che ne favoriscono l’insorgenza. Ne parliamo nelle righe che seguono.

Perché si verificano gli spasmi notturni?

Si ritiene che la causa degli spasmi notturni risieda nella preparazione del corpo al sonno. È questo il momento in cui il corpo rallenta le sue funzioni, come la respirazione e il battito cardiaco; inoltre, si arresta anche la funzione motoria. Ciò garantisce che il corpo non reagisca e si mantenga al sicuro.

Alcune teorie sostengono che questi spasmi siano un retaggio ancestrale. Uno studio condotto dal’Università del Colorado (USA), diretto da Coolidge, indica che le scosse ipniche potrebbero essere il riflesso di un’errata interpretazione del cervello durante il rilassamento muscolare nelle fasi iniziali del sonno, come se si trattasse di un segnale che anticamente avvisava i nostri antenati addormentati del pericolo di cadere dall’albero.

Ciò suggerisce che gli spasmi notturni siano il retaggio di un meccanismo di difesa. D’altro canto, possono anche essere attivati ​​da stimoli quali il rumore o la luce, secondo quanto afferma il Manuale MSD.

Dormire quando si è nervosi.

Quali altri fattori possono influire?

I ritmi di vita della nostra società influiscono su diversi aspetti della salute. Il sonno, di fatto, è uno dei più colpiti, secondo quanto riporta un articolo pubblicato dall’Istituto del Sonno di Madrid.

Secondo gli esperti di questo ente, condurre un ritmo di vita frenetico e dormire poche ore può favorire l’insorgenza di diverse malattie, soprattutto cardiovascolari, ormonali e immunitarie.

Analogamente, tali fattori potrebbero portare alla manifestazione di spasmi involontari, in quanto molte malattie ne predispongono l’insorgenza, secondo quanto afferma un articolo della Mayo Clinic. Altri fattori, infine, sembrano avere un’influenza benché non siano stati tutti scientificamente provati:

  • Ansia e stress, come riporta nel dettaglio lo studio pubblicato su Therapeutics Advances in Neurological Disorders.
  • Fatica.
  • Privazione del sonno.
  • Consumo di caffeina; la relazione tra questo fattore e gli spasmi notturni viene ampiamente discussa in uno studio pubblicato su Seizure.
  • Uso di droghe stimolanti.

Qualsiasi problema in grado di alterare il rilassamento prima di addormentarsi può aumentare l’insorgenza di questi spasmi. Si ritiene che anche la nicotina e persino l’esercizio fisico possano esserne coinvolti, sebbene manchino ulteriori prove a sostegno.

Può interessarvi anche: Disturbi del sonno negli adolescenti

Come ridurre gli spasmi notturni?

Dal momento che gli spasmi notturni sembrano essere legati all’ansia o allo stress, il primo passo da fare è ridurre i livelli di questi stati. A tale scopo, è fondamentale cambiare mentalità e modificare alcune abitudini.

La routine quotidiana può spesso risultare estenuante, ma è sempre bene mantenere la calma, provare a vedere le cose in modo meno negativo può ridurre il senso d’ansia costante.

Analogamente, è fondamentale condurre uno stile di vita sano. Seguire una corretta alimentazione e fare regolarmente moderata attività fisica sono misure essenziali per ottenere un sonno di qualità.

Sebbene le conclusioni di un recente studio pubblicato su Advances in Nutrition non siano definitive, esso descrive la relazione tra l’alimentazione sana, la durata e la qualità del riposo notturno.

Gli effetti positivi dell’attività fisica si riflettono anche sulla sfera mentale. Secondo questa ricerca pubblicata sulla Clinical Psychology Review, l’esercizio fisico contribuisce ad abbassare i livelli di stress e di ansia.

In tal senso, attività fisiche come lo yoga o il pilates, che favoriscono il rilassamento e la respirazione, sono entrambe opzioni altamente consigliate.

Benefici del pilates.

Ulteriori raccomandazioni

Riguardo all’alimentazione, è importante ridurre l’assunzione di caffeina dato che, come già accennato, è uno dei fattori che possono scatenare gli spasmi notturni.

Analogamente, è consigliabile smettere di fumare ed eliminare del tutto le abitudini tossiche. Tutte le sostanze eccitanti possono favorire l’insorgenza di detti spasmi.

Infine, come suggerisce Hauri (1991), è necessario impostare una sana igiene del sonno. Cercate di organizzare la vostra giornata in modo tale da avere a disposizione almeno otto ore da dedicare al riposo. Non portate i problemi a letto; i pensieri che assillano la mente si riflettono anche sul sonno.

Leggete anche: Esercizi di respirazione per dormire meglio

Migliorate la salute attraverso il sonno

Gli spasmi notturni non sono nulla di preoccupante. Ciò nonostante, quando interferiscono eccessivamente con la qualità del sonno, è consigliabile provare a migliorare le proprie abitudini.

Lo stile di vita è determinante in fatto di sonno. Se tuttavia ritenete che gli spasmi siano dovuti a una qualche complicazione che esula da questi fattori, non esitate a consultare il medico per fugare ogni dubbio e prevenire problemi più seri.

  • Coolidge, F., & Wynn, T. (2014). The effects of the tree-to-ground sleep transition in the evolution of cognition in early Homo. Before Farming, 2006(4), 1–18. https://doi.org/10.3828/bfarm.2006.4.11
  • Hauri P.J. (1991) Sleep Hygiene, Relaxation Therapy, and Cognitive Interventions. In: Hauri P.J. (eds) Case Studies in Insomnia. Critical Issues in Psychiatry (An Educational Series for Residents and Clinicians). Springer, Boston, MA. https://doi.org/10.1007/978-1-4757-9586-8_5
  • Kojovic, M., Cordivari, C., & Bhatia, K. (2011). Myoclonic disorders: a practical approach for diagnosis and treatment. Therapeutic advances in neurological disorders, 4(1), 47–62. https://doi.org/10.1177/1756285610395653
  • Mioclono. Mayo Clinic. https://www.mayoclinic.org/es-es/diseases-conditions/myoclonus/symptoms-causes/syc-20350459
  • ¿Qué es el Sueño? Instituto del Sueño (Madrid). https://www.iis.es/que-es-como-se-produce-el-sueno-fases-cuantas-horas-dormir/
  • Frederick L Coolidge; Thomas Wynn. The effects of the tree-to-ground sleep transition in the
    evolution of cognition in early Homo. 2006. Before Farming. https://uccs.edu/Documents/fcoolidg/Before%20Farming%202006%20Dream%20paper.pdf
  • KENNETH R KAUFMAN, RAJESH C SACHDEO. 2003. Caffeinated beverages and decreased seizure control. Seizure. https://doi.org/10.1016/S1059-1311(03)00048-7.
    (http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1059131103000487)
  • Peter Salmon,
    Effects of physical exercise on anxiety, depression, and sensitivity to stress: A unifying theory. 2001. Clinical Psychology Review. https://doi.org/10.1016/S0272-7358(99)00032-X.
    (http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S027273589900032X)
  • Marie-Pierre St-Onge, Anja Mikic, Cara E Pietrolungo, Effects of Diet on Sleep Quality, Advances in Nutrition, Volume 7, Issue 5, September 2016, Pages 938–949, https://doi.org/10.3945/an.116.012336