Aderenza terapeutica: che cos’è e come si migliora?

10 Aprile 2021
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'aderenza terapeutica è un problema di cui bisogna prendere coscienza: i danni e i costi che derivano da una scarsa aderenza alle terapie sono ingenti.

L’aderenza terapeutica è un tema molto importante: da questa dipende, in buona misura, l’esito di una cura. La questione riveste una certa complessità, poiché sono molti i fattori che vi concorrono.

La prima difficoltà risiede nel fatto che non esiste ancora un accordo sull’esatta definizione del termine. Viene spesso definita semplicemente come il rispetto delle prescrizioni mediche. Alcuni, invece, la considerano un fenomeno multifattoriale.

Anche le cause e le conseguenze di una mancata o scarsa aderenza terapeutica sono molteplici. Ciò significa che ogni caso è diverso. Per questa ragione, non è facile comprendere né affrontare questo fenomeno. Scopriamolo passo dopo passo.

Che cos’è l’aderenza terapeutica?

Medico che tiene la mano di un paziente.
Una bassa aderenza terapeutica porta a un fallimento del trattamento e a un peggioramento dello stato di salute.

L’aderenza terapeutica è l’impegno attivo e volontario del paziente a seguire la terapia prescritta dal medico. Il suo obiettivo è quello di raggiungere un risultato specifico. L’impegno deve essere concordato tra il paziente e il medico.

L’aderenza terapeutica comprende un insieme di comportamenti. Dal punto di vista del paziente, comporta il consenso al trattamento e il fatto di seguire effettivamente le indicazioni. Significa inoltre evitare i comportamenti a rischio e adottare uno stile di vita che sia in accordo con la terapia.

Dal punto di vista del medico, comporta, in primo luogo, la capacità di stabilire una buona alleanza terapeutica con il paziente. Il dottore deve offrire istruzioni chiare e assicurarsi che siano ben capite. Allo stesso tempo deve motivare il paziente a seguire la terapia in modo volontario.

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Fattori che incidono sull’aderenza terapeutica

Aderenza terapeutica: rilevamento dei valori glicemici.
L’aderenza terapeutica determina il successo o il fallimento di un trattamento.

Sono molti i fattori che possono facilitare o, al contrario, ostacolare l’aderenza terapeutica. Tra i principali troviamo:

  • Rapporto tra medico e paziente. Si riferisce alla qualità del legame che si instaura tra loro. Quando è positivo, l’aderenza è più alta. Elemento essenziale è la comunicazione: più chiare e motivanti sono le istruzioni, migliori sono i risultati.
  • Regime terapeutico. I fattori che influiscono di più sono la complessità nel dosaggio e gli effetti collaterali della cura. Le terapie monodose sono, ovviamente, più facili da seguire. A maggiori effetti collaterali, inoltre, corrisponde un aumento delle difficoltà.
  • Caratteristiche della malattia. Quando il trattamento allevia in modo rapido i sintomi del disturbo, l’aderenza è maggiore. I pazienti asintomatici sono quelli che mostrano minore aderenza.
  • Fattori psicosociali. Le convinzioni personali, l’atteggiamento, lo stile di vita e i valori possono facilitare od ostacolare la terapia. Assume particolare importanza la percezione dell’efficacia della cura e la fiducia nel medico.
  • Il contesto. Se il paziente riceve sostegno dal proprio ambiente, sarà più facile che segua le indicazioni del medico. Aspetti come la religione e l’atteggiamento dei familiari nei confronti della salute, influiscono molto.

Conseguenze di una mancata aderenza

La mancanza di aderenza terapeutica provoca molte conseguenze, principalmente di ordine clinico ed economico. Si tratta, tuttavia, di un aspetto difficile da quantificare. Molti pazienti, in questo caso, evitano semplicemente di parlarne o non sono del tutto sinceri.

Le conseguenze cliniche dipendono dal grado e tipo di inadempienza delle prescrizioni mediche. A volte la terapia non viene mai cominciata, mentre in altri casi si interrompe subito dopo la partenza. Gli effetti sono variabili, in base alla malattia e alle condizioni di salute del paziente.

In generale, non seguire le prescrizioni del medico comporta un aumento dei costi sanitari. Si traduce in un più alto numero di ricoveri ospedalieri e di accessi agli ambulatori o al pronto soccorso. Può portare anche alla necessità di cambiare terapia e di sottoporsi a ulteriori esami diagnostici.

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Come ottenere una maggiore aderenza alla terapia?

Medico nel suo studio.
Una scarsa aderenza terapeutica conduce al fallimento del trattamento e a un peggioramento della salute.

Sono numerose le ricerche in corso relative alle strategie migliori per raggiungere una più alta aderenza terapeutica. Anche se al riguardo non è stata ancora pronunciata l’ultima parola, in linea di massima sono necessarie le seguenti misure:

  • Semplificare, nei limiti del possibile, il regime della prescrizione. Meno dosi e meno farmaci vengono utilizzati, più facile sarà per il paziente seguire la terapia.
  • Influenzare il comportamento. Comprende le azioni che servono a modellare la condotta del paziente nei confronti del trattamento, quali promemoria, controlli, gratificazione, ecc.
  • Aspetti educativi. Il paziente non deve solo sapere quando o come prendere un medicinale, ma anche perché è importante che lo faccia. Questo lo porterà a seguire la cura in modo volontario e senza bisogno di alcuna pressione.
  • Appoggio familiare e sociale. Include le azioni destinate a favorire sostegno sociale: assistenza domiciliare, politica dei contribuiti all’acquisto dei farmaci, ecc. Inoltre, interventi volti ad aumentare il coinvolgimento delle persone a contatto con il paziente.
  • Formazione degli operatori sanitari. Questo aspetto riguarda, in modo speciale, l’acquisizione delle tecniche di comunicazione e di motivazione.

Tutte queste strategie dovrebbero essere applicate in modo coordinato e sinergico. Più si riesce a raggiungere questo risultato, maggiore sarà l’aderenza terapeutica. In fin dei conti, la relazione e la comunicazione che si instaurano tra medico e paziente sono fondamentali per la corretta riuscita di un trattamento.

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